Il primo incontro con i genitori La famiglia Balboni resta in silenzio
Nella cella del carcere minorile l’adolescente piange: «Da quando l’ho ucciso non riesco più a dormire Non sono una persona cattiva»
ZOCCA
Dopo due giorni di carcere il 16enne ha potuto incontrare i suoi genitori, che erano presenti all’udienza di convalida.
Dal momento del fermo è stata la prima occasione a disposizione del giovane per vedere il padre e la madre. Fino a ieri non avevano potuto fare altro se non raggiungere il carcere del Pratello di Bologna per portargli indumenti che, però, in cella non viene mai lasciato solo. Con lui c’è sempre un operatore o un agente di polizia, anche perché la sua situazione psicologica è estremamente fragile al momento. Seppur su di lui gravi un’accusa pesantissima, in questi pochi giorni di carcere si è rivelato per quello che è: un ragazzo di appena 16 anni. Che ha confessato alle persone che ha vicino in questi momenti di non dormire più dal giorno dell’omicidio: «Non sono cattivo - ha detto - ma avevo tanta paura». Tanta paura di quel ragazzo che ora è pianto dai suoi familiari, che si sono chiusi nel silenzio del loro dolore. «Non è ancora il momento per parlare, vi chiediamo di rispettare la volontà dei genitori di Giuseppe. Quando vorranno rilasceranno una dichiarazione». Così un assistente dell’avvocato bolognese Francesca Lamazza, che difende gli interesssi della famiglia Balboni.
«É una immagine tragedia per entrambe le famiglie. Noi dobbiamo proteggere il minore», ha detto, invece, il legale della famiglia del 16enne indagato, l’avvocato Icilia Leoni ieri all’uscita del tribunale.
Le due famiglie si conoscevano, ma probabilmente non immaginavano quale fosse il rapporto tra i due ragazzi. Nell’ultimo periodo era nata una sorta di competizione tra i due, con Giuseppe - secondo quanto raccontato dal 16enne - che lo minacciava e intimoriva. Lui, più debole fisicamente, si era forse spaventato, una paura cresciuta anche per un forte screzio via chat e una vacanza al mare rovinata per la presenza dei genitori. Fino a quel chiarimento faccia a faccia, concluso con l’omicidio e i due colpi al volto che hanno ucciso Giuseppe Balboni. —
GIB
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