La Modena di Carlo Bonacini. "Il parco Ferrari che ho visto nascere e gli antichi canali oggi sotterranei"
Carlo Bonacini, editore e patron di Artestampa, racconta la sua Modena. 1) Duomo di Modena. Ho sempre sognato fin da bambino di salire sulle guglie attraverso minuscole scale a chiocciola e da lassù...
Carlo Bonacini, editore e patron di Artestampa, racconta la sua Modena.
1) Duomo di Modena. Ho sempre sognato fin da bambino di salire sulle guglie attraverso minuscole scale a chiocciola e da lassù guardare Modena. Queste emozioni le ho rivissute quando abbiamo realizzato “C'era una volta il Duomo”, il primo volume di una collana dedicata ai grandi simboli del nostro territorio.
2) Ghirlandina. La nostra torre e nostro “perno”, in una zona normalmente inaccessibile ai visitatori.
3) Palazzo Ducale. Una delle regge più belle del mondo, ho avuto il privilegio di addentrarmi nella sua storia e nei suoi misteri dedicando più di due anni alla realizzazione di uno dei gioielli del mio catalogo, “C'era una volta il Palazzo Ducale di Modena”.
4) Darsena. L'antico porto di una Modena che viveva sull'acqua, quella dei pescatori, di vascelli ducali che trasportavano ogni genere di merce: questo l'ho scoperto quando abbiamo pubblicato il primo volume del nostro Francesco Sala, dedicato al pittore Francesco Stringa.
5) Modena dei canali. Luoghi che io in parte da bambino ho vissuto. Ho cercato - e trovato - le rane nel canale Cerca. E non parlo di un secolo fa... Ci sono poi tornato, nella Cerca, scendendo giù nei canali ormai coperti quando ho realizzato il primo libro su Modena, nel 2006. Ricordo il mio sconcerto nel trovarmi in mezzo a un'acqua tumultuosa. Le rane non c'erano più.
6) Il “Gigetto”. Ricordo benissimo quando furtivamente scavalcavo il passaggio a livello di via Fratelli Rosselli e andavo a piazzare sulle rotaie del Modena Sassuolo, alcune innocue castagnole, piccoli petardini che fanno più che altro rumore.
7) Città dei Ragazzi. Un luogo da veri pionieri a cui sono riuscito a dedicare un libro per il 70° della fondazione. Per me è ancora la soffitta in cui ci si stipava per vedere i film di don Mario, ma da allora molta strada è stata fatta e se ne farà ancora.
8) San Faustino. Il mio quartiere, che allora stava proprio al margine della città.
9) Autodromo. Dalle finestre di casa mia vedevo le ruspe che portavano la terra per le prime colline del Parco Ferrari. Quel parco l'ho visto nascere e ci vado sempre volentieri, anche perché mi fermo a mangiare un pezzo di gnocco fritto “d'oro” dal mio amico Daniele dell'Insolito Bar.
10) Via Ciro Menotti 170. La sede della mia casa editrice, il luogo in cui hanno inizio le mie avventure.
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