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La salita del Calvario che lascia senza fiato a cavallo delle rocce

LORENZO GUERRIERI
La salita del Calvario che lascia senza fiato a cavallo delle rocce

È uno dei posti più caratteristici e noti della Val Dragone Si arriva fino a Medola osservando fiori rari e animali insoliti 

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La valle del torrente Dragone è la più ricca di affioramenti ofiolitici di tutto il territorio modenese.

Grazie alla loro caratteristica colorazione nero-verdastra o bruno-rossastra, questi affioramenti rocciosi di origine magmatica risaltano e connotano fortemente tutto il paesaggio circostante.

Con il presente itinerario andremo a visitare il Monte Calvario e Poggio Medola percorrendo il breve e semplice percorso geologico-ambientale creato appositamente nel 2014 per valorizzare tale area. Il punto di partenza è il centro visita delle Ofioliti nei pressi dell’Oratorio del Calvario, costruito con buona probabilità al posto di una maestà o una piccola cappella ove i fedeli della vallata si recavano abitualmente a venerare l’immagine della Beata Vergine Addolorata. Risalente al 1862, esso subì numerosi interventi di restauro negli anni successivi.

Dopo la chiesa si svolta leggermente a sinistra e in circa 10 minuti si raggiunge la sommità della rupe del Calvario, sormontata da una grande croce. Dopo una breve deviazione per visitare la grotta dell’Eremita, si torna all’Oratorio e si seguono ora i cartelli che indicano “Poggio Medola”; il sentiero, toccando dapprima alcuni punti panoramici, scende poi progressivamente in mezzo al bosco aggirando le guglie del gruppo del Calvario fino ad arrivare sulla stradina asfaltata che collega la frazione di Lago e il piccolo abitato di Medola che si raggiunge svoltando a destra e seguendo la strada per circa 500 metri.

L’aspetto odierno del piccolo abitato, addossato all’omonimo affioramento roccioso e raggiunto solo da una viabilità secondaria, non consente di immaginare l’importanza del luogo nelle epoche passate. Medola è infatti citata per la prima volta nel 1071 tra le dodici corti che vennero donate da Beatrice di Lorena, madre di Matilde di Canossa, all’abbazia benedettina di Frassinoro fondata nello stesso anno. Un successivo diploma imperiale del 1164, recante la firma di Federico Barbarossa, testimonia con sicurezza la presenza all’interno della corte di una chiesa e di una rocca posta sulla sommità dello sperone roccioso.

Gli affioramenti ofiolitici della valle del Dragone sono anche aree di grande interesse floristico per la presenza di alcune specie rare o che normalmente occupano ambienti differenti. L’ambiente roccioso risulta particolarmente arido e inospitale dal punto di vista vegetativo in quanto si scalda rapidamente al sole ed è incapace di trattenere l’acqua piovana. Ciononostante un certo numero di piante, grazie ad opportuni adattamenti morfo-fisiologici, vegeta in questi ambienti e in alcuni casi vi è strettamente legato. L’ambiente estremamente vario che caratterizza questo territorio rappresenta anche un habitat importante per diverse specie di animali: nell’area risultano nidificare diverse specie di uccelli e pipistrelli, e sono presenti anche alcuni rapaci come il gheppio e la poiana. —

DATI TECNICI

Escursione breve (1-2 ore) e priva di difficoltà, basta indossare calzature adatte e avere piede fermo nei brevi tratti ripidi. Punto di partenza: sulla SP486R, a circa metà strada tra Casola e Sassatella, c’è un parcheggio. Circa 60 km e poco più di 1 ora da Modena. Fontana a Poggio Medola. Periodo migliore: mezze stagioni.

LA GROTTA DELL'EREMITA

 Un ripido sentiero attrezzato con scalini in legno e un cavo di sicurezza permette di raggiungere la “Grotta dell’Eremita”, cavità naturale sul fianco del monte Calvario che trae forse origine da processi d’erosione selettiva e fenomeni disgregativi. 

UN'AREA SEMPRE PIù PROTETTA

Una vasta area di circa 308 ettari, a cavallo tra i comuni di Montefiorino e Palagano, che comprende i maggiori affioramenti ofiolitici della valle del torrente Dragone, è entrata a far parte dal 1995 della rete Natura 2000 come Sito di Importanza Comunitaria (SIC).





 

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