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il professor ernesto caffo 

«La violenza è comune tra i ragazzi di quell’età»

«Al di là dell’episodio specifico, quello che emerge è che tra i ragazzi d’oggi la violenza è un elemento comune». A dirlo il professore Ernesto Caffo docente di neuropsichiatria infantile all’Unimore...

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«Al di là dell’episodio specifico, quello che emerge è che tra i ragazzi d’oggi la violenza è un elemento comune». A dirlo il professore Ernesto Caffo docente di neuropsichiatria infantile all’Unimore e fondatore Telefono Azzurro. «A quell’età manca la capacità di vedere l’altro come persona e si vive nel momento, quindi l’agito prevale sulla capacità di inibire determinate azioni che come in questo caso portano all’omicidio usando uno strumento accessibile. Il problema è non vivere in una prospettiva in cui c’è prudenza e attenzione; spesso con l’uso di sostanze i ragazzi perdono il controllo». La comunicazione ha un ruolo fondamentale: «I ragazzi possono perdere il contatto con gli adulti ovvero con i genitori e la scuola. Questo porta all’assenza dei punti di appoggio e nel momento della necessità si fa fatica a parlare con qualcuno. Esistono dei segnali rivelatori per la famiglia, in particolare se vediamo i ragazzi non riescono più a parlare di sé stessi. In questi casi i genitori devono riuscire ad aprire una porta di comunicazione magari tramite un parente o un educatore vicino al ragazzo».

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