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Modena, l’auto del futuro nasce qui. Ecco la guida autonoma

Serena Fregni
Modena, l’auto del futuro nasce qui. Ecco la guida autonoma

L’anteprima del Modena Smart Festival è tutta per la tecnologia applicata al mondo dei motori. Firmato un protocollo per rendere le strade più tecnologiche

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MODENA. Il futuro dell’auto si discute ma soprattutto si crea all’interno del progetto MASA, “Modena Automotive Smart Area” presso l’autodromo di Marzaglia. Vari progetti mirati al potenziamento della mobilità smart come quello portato avanti da un gruppo di ricercatori di Unimore, ai quali va il merito di aver ideato una tecnologia mirata per sviluppare l’auto che si guida senza guidatore, non è un gioco di parole ma è proprio così: grazie a tecnologie avanzate e sensori ultramoderni l’auto diventa autonoma.

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In prima linea il progetto ieri presso l'autodromo, in occasione dell’anteprima del festival Smart Life dove è stato possibile assistere e provare l’auto insieme al team di ricercatori, tutti under 40 che hanno illustrato le tecnologie e come è stata ideata la struttura: «Prima ancora di partire dal cervello della macchina - spiega Roberto Cavicchioli, ricercatore di Unimore che ha preso parte al progetto - siamo partiti dallo studio e progettazione delle capacità tecniche come ad esempio la capacità di frenare in modo elettronico autonomo e quella di muovere il volante, che di solito vengono effettuate dall’essere umano». L’auto è stata provata anche da alcuni nostri lettori iscritti alla community “Noi Gazzetta” sul sito www.gazzettadimodena.it.

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Roberto racconta che, dopo aver trovato un autoveicolo che rispondesse a queste qualità, come il cambio automatico, il passo successivo è stato mettere mano al controllo elettronico della vettura. Il tutto viene infatti controllato da particolari sensori: «Noi abbiamo aggiunto sensori come il Lidar, un laser radar che permette a 360 gradi di verificare le distanza da possibili veicoli e inoltre abbiamo posizionato delle videocamere che permettono di vedere che tipo di ostacolo è». Tanta strada è già stata fatta e tanta ne dovranno ancora fare ma il futuro è questo: «E’ da due anni che lavoriamo in questa direzione e già dal 2020 potremmo vedere questo tipo di auto, il problema però la convivenza dell’auto senza guidatore con quelle che necessitano del guidatore, ovvero la circolazione di queste auto con le auto “normali” che crea un po’ di confusione. Ma il futuro va verso l’auto senza conducente».

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Oltre a questa presentazione ieri è stato firmato anche un importante Protocollo d’intesa promosso dal Comune di Modena, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Fondazione Democenter. A firmare il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il rettore Unimore Angelo Andrisano e Gian Carlo Cerchiari, presidente Fondazione Democenter-Sipe alla presenza anche del sottosegretario per l’infrastrutture e i trasporti Michele Dell’Orco che hanno stipulato un’intesa volta allo sviluppo del progetto Masa, Modena Automotive Smart Area, attraverso il potenziamento infrastrutturale della “Model Area”, il primo laboratorio nazionale urbano a cielo aperto per la mobilità smart che nascerà in città e della “Smart Dynamic Area”, l’area dedicata alla sperimentazione di veicoli connessi e vetture a guida autonoma presso l’Autodromo di Modena, a Marzaglia.

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«E’ un progetto importantissimo - commenta il sottosegretario Michele Dell’Orco - stiamo parlando di guida connessa e guida autonoma puntando anche sull’elettrico, questo è sicuramente il futuro, dove un cittadino non avrà neanche bisogno di una patente e forse neanche di un’auto privata». —


 

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