I negozianti si riorganizzano «Vogliamo un centro migliore»
Mauro Franchini guida il gruppo che punta a rivitalizzare il cuore della città «Mettiamo in fila gli eventi per non accavallarci e studiamo nuove strategie»
«I problemi del commercio in centro storico, ma più ampiamente a Sassuolo, possono e dovranno essere affrontati in modo diretto dagli stessi commercianti. Se aspettiamo le istituzioni, andremo alle calende greche». Lo afferma Mauro Franchini, titolare di Clap, che da qualche settimana si sta adoperando, insieme ad un altro gruppo di colleghe e colleghi, per trovare soluzioni, promuovere eventi nuovi, ridare linfa ad un settore che da troppo tempo ormai “segna il passo” e regredisce ed interessa oltre 400 attività.
«Abbiamo deciso di cominciare ad agire direttamente - continua Franchini - ed a fare come prima cosa una mappatura delle attività esistenti in centro. Una mappatura che anche gli uffici comunali non hanno, almeno in modo aggiornato. Ci siamo divisi le vie ed abbiamo iniziato a compilare gli elenchi. Al momento non abbiamo chiesto supporto al Comune, ma nemmeno alle associazioni di categoria: proviamo a farcela da soli».
In realtà esistono già persone ed un comitato.
«Pensiamo che il modo di agire debba essere diverso e, senza nulla togliere ad Elena Zanni ed al “Comitato commercianti centro storico” (lei potrebbe continuare ad agire all'interno di una segreteria) ci vuole maggior impulso, altrimenti tutto rimane arido e senza risultati concreti per la categoria».
Franchini, 38 anni di esperienza, tra cui quella di nella galleria del centro commerciale Panorama e da qualche anno tornato “indipendente”, si augura che anche a Sassuolo, come a Modena, vi sia attrattività anche con negozi di pregio.
«Il centro di Modena - continua - sta riprendendo fiato con gli arrivi dei marchi legati a Zara ed altri di catene che hanno presa, soprattutto tra i giovani. A Sassuolo il commerciante, di tessuti, scarpe e generi come l'abbigliamento, sportivo e non, sono visti ancora come attività che fanno i soldi facili, cosa che magari qualche decennio fa avveniva, ma adesso è davvero difficile».
«Personalmente ho sempre creduto nella collaborazione con le amministrazioni comunali - prosegue - ma da parte loro ci sono sempre state risposte fumose, come quella del centro storico visto come un “centro commerciale naturale”, sbandierato a suo tempo dall'ex assessore Patrizia Barbolini. Non meglio sono andate le cose con i suoi successori ed allora tentiamo qualcosa di diverso, visto che anche per quanto riguarda le aperture domenicali e festive c'è in atto un cambiamento, che potrebbe eliminare quelle esasperazioni che ci sono oggi. Esasperazioni anche nel rapporto tra costi e incassi, anche per il Comune che non li considera, ad esempio, per i mercati, dove sarebbe utile conoscere il dato tra mancato incasso dei parcheggi e incasso del suolo pubblico degli ambulanti».
Si sta quindi studiando una speciale di manifesto di presentazione. «Servono iniziative nuove, anche se quelle esistenti sono gradite ma non portano incassi ai nostri negozi ed è quindi un danno aprire. Penso ad esempio, ai “Giovedì sotto le stelle ed altre date non produttive. Occorre che il Comune, quando ci saranno gli eventi, azzeri i parcheggi nelle piazze del centro, che i bar collaborino col caffè a 80 centesimi, che i negozi studino buoni sconto sugli acquisti successivi ed altro ancora. Poi, la musica, i giocolieri, ben vengano, ma ci vuole altro». —
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