Gazzetta di Modena

Modena

«Il tuo sorriso era troppo grande per persone senza sentimenti»

Giovanni Balugani
«Il tuo sorriso era troppo grande per persone senza sentimenti»

A Castelletto 2mila persone ai funerali di Giuseppe Balboni Il fratello maggiore: «Eri un forte dall’animo generoso» 

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ZOCCA

Arrivano a gruppetti sotto un caldo sole che sa di estate più che di autunno. Si mettono in silenzio ai lati del piazzale, quasi a formare un grande cerchio attorno al piccolo ingresso della chiesa di Castelletto. Si abbracciano. Molte ragazzine piangono e cercano conforto nell’amica accanto, che a stento trattiene il dolore. Ma anche quei ragazzi ormai uomini sono in lacrime. Magari in modo più contenuto, ma non meno profondo. Prima una decina, poi cento e poi ancora altri. Sono gli amici di Giuseppe Balboni, tutti adolescenti e tutti in qualche modo legati al 16enne ucciso: compagni di scuola, di calcio o compaesani.

Appena più distanti, a formare un secondo cerchio più grande stanno gli adulti, spettatori e protagonisti allo stesso tempo dello sconforto dei figli o dei ragazzi di cui si occupano a scuola o nello sport. Sono i genitori e gli educatori dell’enorme gruppo di ragazzini, che in quel momento formano una sola anima nell’attesa di Giuseppe, il cui corpo arriva poco dopo, assieme a mamma e papà, al fratello maggiore e ai nonni. Questi ultimi sono i primi a ricevere il conforto dei presenti, poi toccherà ai genitori.

Un dolore composto, mai sopra le righe, di cui tutti i presenti cercano di farsi carico. Chi con un saluto, chi con una frase sussurrata all’orecchio, con la speranza di alleggerire un po’ il peso tremendo dello strazio che attanaglia la famiglia Balboni.

Intanto poco distante arrivano quattro ragazzi con un enorme stendardo bianco. Ci sono incise le firme di decine e decine di amici di Giuseppe a fare da cornice a una scritta nera: “Tu... uno di per sempre. Ciao”.

Ed è con questo messaggio che la salma viene accompagnata nella chiesetta di Sant’Apollinare, curata e graziosa, ma troppo piccola per contenere le duemila persone presenti. Nessuno vuole restare fuori e così anche il sagrato e l’ingresso laterale vengono gremiti. Don Luca, che a Ciano ha battezzato Giuseppe, ha parole di amore per quel ragazzo e per il suo sorriso. Ma si rivolge anche agli amici e li ringrazia a nome della famiglia: «In questi giorni i vostri messaggi di affetto arrivati tramite internet e qualunque mezzo di comunicazione sono stati commoventi. E sono stati la dimostrazione di come chi dice che gli adolescenti non hanno valori si sbaglia».

Al termine della cerimonia scende il silenzio assoluto. Dalla prima fila Raimondo, il fratello di Giuseppe, si alza e va verso il leggìo. Trascorreranno ancora diversi secondi di lunghissimo silenzio, prima che il giovane inizi a leggere da un foglio: «Ciao Giuseppe - dice - Oggi siamo venuti qui insieme per ricordarti per la persona che eri. Una persona dall’animo forte, generosa e con tanti amici. E il tuo sorriso stampato sulla bocca. Lo usavi come arma contro il tuo passato. Un sorriso che il 17 settembre qualcuno ha deciso di toglierti. Quel sorriso ti è stato tolto perché era troppo grande davanti a persone più piccole e senza sentimenti».

Mentre Raimondo legge il dolore per quelle parole si fa troppo forte. Tanti ragazzi iniziano a piangere per quel giovane forse un po’ spavaldo ma che «andava in ospedale per fare volontariato», viene ricordato. Poco dopo, fuori, il corteo funebre risale la lunga stradina che dalla chiesa porta al vicino cimitero. E Giuseppe viene accompagnato da tutti quei ragazzi, che lo scortano verso la collina dove si trova il camposanto. Lì riposerà quel giovane brutalmente ucciso da un coetaneo.

«Speriamo che tu adesso abbia trovato un mondo migliore, un mondo che assomiglia a te», conclude il fratello maggiore. —



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