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L’amianto 

«La copertura è danneggiata ma non sono pezzi nostri»

L.G.

«A me interessa solo una cosa: che in questi anni, tutti i valori siano rimasti ampiamente sotto i livelli consentiti dalla legge». Così, nel corso della presentazione del piano di dismissione delle...

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«A me interessa solo una cosa: che in questi anni, tutti i valori siano rimasti ampiamente sotto i livelli consentiti dalla legge». Così, nel corso della presentazione del piano di dismissione delle Fonderie di via Zarlati, il presidente Gianni Moretti ha affrontato il tema emissioni mostrando un grafico su benzene e formaldeide, gli inquinanti al centro delle proteste del comitato “RespiriaMo aria pulita”: «Il flusso di massa autorizzato per il benzene è di 4mila440 chilogrammi l’anno mentre il quello misurato è di 448 chili, quindi un decimo delle emissioni autorizzate». Ma ora, dopo avere investito 650mila euro per le sperimentazioni anti-emissioni, la cooperativa sta sviluppando due nuovi progetti con Università e Cnr: «Con Unimore stiamo cercando nuovi metodi per abbattere odori e inquinanti - riprende Moretti - mentre con il Cnr vogliamo sviluppare qualcosa che oggi non esiste, ovvero un sistema per la rilevazione continuativa del benzene». Ma il presidente ha affrontato anche l’ultimo caso, quello della caduta di pezzi delle coperture in amianto: «Venerdì scorso sono venuti i tecnici Ausl - spiega Moretti - per analizzare i tre tetti in eternit, il 15% delle coperture. Dalle analisi è emerso che due tetti sono in ottimo stato, mentre il terzo è stato danneggiato. Detto che noi i lavori li faremo subito, da nessuna delle coperture sono caduti pezzi di amianto - conclude Moretti - anche se capisco che per qualcuno sia un problema, perché noi dobbiamo essere mostri che avvelenano la gente…». —

L.G.

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