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Rogo doloso in chiesa L’oratorio di Spezzano nel mirino dei vandali

F.D.
Rogo doloso in chiesa L’oratorio di Spezzano nel mirino dei vandali

Incendio innescato con della carta. Rovinata una Madonna È il secondo episodio in pochi mesi. Indagano i carabinieri

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C’è qualcuno che sta sfidando l’oratorio San Rocco di Spezzano. Lo aveva già fatto a maggio quando aveva dato fuoco ad alcune tovaglie intorno all’altare, lo ha rifatto ieri pomeriggio quando è entrato, ha posizionato della carta a ridosso di una Madonna, all’interno di un cestino in cui vengono posizionati delle bacchette di incenso e gli ha dato fuoco, rovinando la statua. Solo il celere intervento di alcuni fedeli ha evitato guai peggiori anche se l’utilizzo di un estintore costringerà ad una intensa operazione di sanificazione degli ambienti, comunque già insalubri a causa dell’acre fumo che aveva invaso la chiesetta di via Nirano.

L’allarme è scattato poco dopo le 17 quando i testimoni, sfruttando le porte tenute aperte durante il giorno, hanno visto uscire fumo dal luogo di culto. Chi si è avventurato all’interno ha provveduto a spegnere il rogo, divampato nella zona a ridosso dell’altare. Quando la squadra dei vigili del fuoco di Modena è intervenuta le fiamme erano ormai esaurite, ma è toccato ai pompieri effettuare un primo sopralluogo speditivo per circoscrivere eventuali danni e offrire una prima relazione ispettiva. I muri sono anneriti, a terra resta la polvere dell’estintore e si dovranno verificare eventuali problemi alla tela artistica posizionata alle spalle dell’altare. Senza contare la statua della Madonna, scheggiata nella parte posteriore.

Ma ora toccherà ai carabinieri - sul posto è intervenuta la pattuglia di Maranello raggiunta poi dai colleghi di Fiorano - circoscrivere la situazione. Si tratta di un incendio doloso, che però fa il paio con quello avvenuto a maggio. I danni restano limitati, ma c’è qualcuno che sta mandando segnali di inquietudine. Al riguardo potrebbero essere importanti le testimonianze dei fedeli che si occupano di tenere curato l’oratorio e anche del parroco, don Paolo, arrivato subito dopo l’incendio e che ha effettuato un primo sopralluogo insieme ai militari. —

F.D.

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