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Caccia agli oggetti smarriti Centinaia di cellulari e bici

di Xhesara Hasrami
Caccia agli oggetti smarriti Centinaia di cellulari e bici

Nel deposito del Comune anche cose curiose, come una tenda di Modena Park Chi li ritrova, se dopo un anno e 20 giorni non sono reclamati, diventa proprietario 

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Ben 67 cellulari, 38 portafogli, 36 bici da donna, 31 bici da uomo, 7 oggetti elettronici. Questi sono i numeri degli ultimi oggetti registrati e rinvenuti solo nel 2018, per un totale complessivo di oltre 232 oggetti tra i più svariati, tra cui anche GPS, fotocamere, autoradio o orologi.A questi si aggiungono quelli degli scorsi mesi, fino a migliaia di pezzi.

L’ufficio oggetti smarriti - rinvenuti, che si trova a Modena in Via del Murazzo 117, si occupa da molti anni di aiutare i cittadini a ritrovare i loro oggetti perduti, anche quelli più strani e buffi come candelabri elettrici, ginocchiere o scarpe. Anche una tenda scordata da Modena Park.

All’interno dell’edificio attualmente vi si può accedere, come ci dice Roberta Colombini, coordinatrice, «solo con una denuncia chiara e dettagliata dell’oggetto smarrito, se esso è di qualche valore, per evitare che la visione di oggetti appetibili possa indurre un cittadino a fare delle denunce postume».

La procedura di lavoro attuale sarà cambiata a breve e ciò aiuterà l’ufficio oggetti rinvenuti ad essere più visibile e reperibile per tutti. Inoltre «verranno fatte delle ricerche all’interno dell’ufficio per degli oggetti che corrispondono a quello descritto dalla denuncia presentata dal cittadino e mostrate a video a quest’ultimo,” ci dice Roberta, “così da evitare che tutti possano vedere gli oggetti all’interno ed eventualmente reclamare qualcosa non di loro proprietà in futuro».

Non tutti gli oggetti vengono registrati attraverso una procedura informatica. Gli oggetti di non valore infatti, come portafogli senza documenti, chiavi, scarpe o abbigliamento usati, prodotti alimentari, sono più di 1000 annualmente, e quelli che non vengono restituiti vengono demoliti nel corso dell’anno successivo. Ogni anno vengono restituiti ai proprietari più di 400 oggetti non registrati, ed essi sono solo 30% degli oggetti che vengono portati in ufficio: nel 2016 ne sono stati restituiti 450, l’anno successivo 711 e quest’anno, per il momento, 444. A volte non è sempre facile aiutare tutti e «stare seduta lì e parlare con un cittadino che, piangente, mi chiede del suo oggetto perso non è facile», racconta Federica de Vincenzi, «spesso ci sono oggetti che, sebbene non abbiano un valore economico, hanno un valore affettivo molto grande». Gli oggetti che vengono portati all’ufficio degli oggetti smarriti e non vengono più rinvenuti hanno destinazioni diverse. Dopo un anno e 20 giorni, il ritrovatore (colui che trova il bene e si impegna a consegnarlo al deposito) diventa possessore del bene se nessuno lo reclama, a meno che non ne faccia esplicita rinuncia o non sia abbastanza accorto da verificare che il bene sia ancora disponibile allo scadere dell’anno.

Gli oggetti come libri o vestiti in buono stato vengono donati alle parrocchie o in beneficenza. Le biciclette invece vengono prima riparate e poi si arriva alle aste, dove viene inserita la storia della bici, ovvero il verbale di ingresso, la registrazione ed il verbale di uscita.

Federica ci racconta che «purtroppo nel corso degli anni si sono aggiunti tanti nuovi metodi di furto. Modena sta cambiando ogni giorno, ma i modenesi fanno fatica e con il lavoro quotidiano che svolgiamo al deposito, proviamo ad abbattere o quantomeno diminuire il mercato di furto su commissione». —





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