La borsa della spesa/ Carote, bontà da sgranocchiare
«Se è vero che è possibile acquistarle in qualsiasi stagione, è altrettanto vero che durante i mesi più caldi le carote non si presentano al meglio. Ciò detto sono ortaggi che vantano numerose...
«Se è vero che è possibile acquistarle in qualsiasi stagione, è altrettanto vero che durante i mesi più caldi le carote non si presentano al meglio. Ciò detto sono ortaggi che vantano numerose proprietà. Ricca di antiossidanti e di betacarotene la carota viene ad esempio molto usata in ambito cosmetico perché favorisce l’abbronzatura e aiuta a rallentare l’invecchiamento della pelle. Ma in cucina non mi sembra che venga tenuta in grande considerazione. E dire che sono parecchie le ricette che ne contemplano l’impiego».
Si percepisce una sottile nota di rammarico nelle parole di Angela. Gentile e riservata, Angela insieme al marito Gianni Scappini da oltre vent’anni porta alta la bandiera della stagionalità. Il loro banco di frutta e verdura si trova poco oltre l’ingresso del mercato coperto Albinelli.
A detta dei coniugi Scappini pare che siano in pochi ad affidare alla carota il ruolo da protagonista. Sul palcoscenico del gusto recita infatti in veste di comparsa. «Soprattutto nella preparazione del ragù» suggerisce Angela. Per poi aggiungere. «Quel che noi mangiamo è la radice della Daucus carota, pianta erbacea della famiglia delle Apiaceae. Si coltiva un paio di volte nel corso dell’anno. Le carote precoci vengono raccolte dopo quattro mesi, giorno più, giorno meno. Le tardive di mesi ne pretendono sei. Le nostre carote crescono perlopiù in zona. O comunque entro i confini italiani».
La lunghezza di una carota? Dipende da quanto soggiorna in terra. Di fatto varia da un minimo di tre centimetri ad un massimo di venti. In condizioni ottimali, cioè a zero gradi e con un’alta percentuale di umidità, la carota si conserva per diverso tempo senza smarrire le sue proprietà organolettiche. Luogo comune vuole che la radice arancione sia una panacea per il benessere degli occhi. Tanto che ancora oggi una classica freddura viene usata per convincere i bambini reticenti al consumo di verdura: «Lo sai che mangiare le carote rende gli occhi belli e fa bene alla vista? Hai forse mai visto un coniglio con gli occhiali?».
«La carota può essere usata in mille modi diversi. È un ortaggio ideale per preparare minestre, puree, dolci. Se saltata in padella con un filo di olio o con la giusta quantità di burro, sale e aromi, si rivela un contorno semplice ma gustoso. Anche se cotta al vapore o nel forno. Viene spesso trasformata in succo ed è buona anche cruda. Ad esempio sgranocchiata in pinzimonio previa pelatura oppure tagliata a julienne. Sebbene debba ammettere che sminuzzare le carote con la grattugia - confessa Angela - non sia granché divertente».
La carota nasce spontanea in Europa, nel Nord Africa, in Asia - è la Cina a vincere la medaglia d’oro in termini di produzione globale - e vanta numerose cultivar capaci di resistere in qualsivoglia angolo del mondo purché in climi temperati.
Tra gli ecotipi ricordiamo la carota giallo-viola di Polignano la cui semina è in calendario a fine estate (la raccolta va da dicembre a marzo). Viene coltivata in un’area ristretta della provincia di Bari, vicino appunto a Polignano a Mare, nonché nella frazione di San Vito. Ecotipo simile è la carota giallo-viola di Tiggiano (Lecce) o “pastanaca ti santu pati”. Nome quest’ultimo che si deve a Sant'Ippazio, il Santo Patrono del paese. Considerata prodotto agroalimentare tradizionale pugliese la carota di Tiggiano può presentare colore bianco- giallastro. Sempre però con sfumature di tonalità violacea.
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