Modena Est, all'Osteria del tempo perso. Dal pesce ai classici tradizionali: menù dalle mille sorprese
Una portata composta da 15 assaggi in cui si perde la cognizione del tempo. In cui ci si culla andando avanti e indietro fra un gusto e l’altro con la possibilità di assaporare il vasto...
MODENA Una portata composta da 15 assaggi in cui si perde la cognizione del tempo. In cui ci si culla andando avanti e indietro fra un gusto e l’altro con la possibilità di assaporare il vasto panorama del gusto, per un’esperienza completa fra tradizione e modernità.
Questa è l’Osteria del tempo perso di viale dell’Indipendenza. Un locale che riassume in sè la lunga tradizione rispecchiata dai piatti in tavola. Perché chi assaggia le portate di questo ristorante, fa un giro nella storia.
«L’Osteria è stata acquistata nel 2007 - racconta Simona Mondini, erede di una lunga tradizione di ristoratori, alla guida del locale - In precedenza, la mia passione per la ristorazione trovava libero sfogo al ristorante Partecipanza di Nonantola. E prima ancora, all’Antica trattoria da Felice. Mio zio era Tonino Mondini, indimenticato papà di Casa Italia, quell’organizzazione che proponeva in giro per l’Italia la cucina italiana e soprattutto modenese. Insieme a Claudio Ciresola (scomparso nelle scorse settimane) facevano mangiare tipicità modenesi a sciatori e ad altri sportivi famosi a livello internazionale. Una vetrina indiscussa per il food».
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Simona respira l’atmosfera della cucina da quando aveva 8 anni. In casa ha assimilato la passione per il cibo, i dettagli delle ricette, le sfumature che solo la lunga pratica nel districarsi tra gli ingredienti può permettere di conseguire. Per questo veste panni estremamente versatili alla guida dell’Osteria.
«Mi piace preparare la pizza, tanto quanto la cucina tradizionale. E mi cimento anche nella sala: insomma, faccio un po’ di tutto - racconta Mondini - Il nostro è un menù vasto: ho iniziato con la cucina modenese, preparata direttamente da noi. Poi, nel tempo ho introdotto il pesce. Nove anni fa avevo voglia, infatti, di proporre qualcosa di diverso. Così siamo partiti con l’antipasto che conta 15 portate: ci si addentra tra pesce caldo e pesce freddo. Tra frittelline di baccalà, gamberi fritti con salsa tacos, cozze e vongole, frittelline di pesciolini fritti. Ovviamente, gli assaggi cambiano sempre, perché ci piace stupire chi si siede a tavola. Ci piace che il pesce sia fritto bene. Che abbia consistenza, freschezza e che non sia unto».
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Sui tavoli dell’Osteria è possibile scorgere anche i classici dei primi di pesce: come gli spaghetti allo scoglio, o il risotto alla pescatora. Senza dimenticare, però, la tradizione modenese con i tortelli di ricotta o di zucca, per citare qualche esempio.
Faro della tradizione, nel locale, è la mamma di Simona, Paola Bonfatti, artefice della pasta fresca, nonché dispensatrice di tanti consigli per aggiungere un tocco di fantasia ed esperienza alle ricette.
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«Quando vogliamo rinfrescarci la memoria su come si fanno certe ricette abbiamo sempre il nostro punto di riferimento: mia mamma - sottolinea Simona - Lei assaggia, imprime correttivi. Ci stimola a fare sempre meglio. Insieme a lei ci sono tanti ragazzi bravi che mi aiutano a raggiungere nuovi traguardi ogni giorno: come lo chef tuttofare Gianmarco Fresi, che non sta solo in cucina, ma ricopre diverse mansioni. Al pizzaiolo fisso, a tre persone cucina, più gli aiuti del sabato e della domenica. Siamo una squadra che si dà a fare il più possibile: ognuno da noi assume delle responsabilità nel raggiungere i nostri obiettivi».
Il motto del locale, collocato all’interno della polisportiva Modena est è: “Dove cibo e ospitalità diventano una cosa sola”. Qui è possibile mangiare bene a prezzi contenuti. —
SERENA ARBIZZI
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