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Parliamoci / Ma cosa significa essere uno di noi?

Parliamoci / Ma cosa significa essere uno di noi?

“Tu... uno di noi per sempre”. Lo striscione con cui i ragazzi di Zocca hanno dato l’ultimo abbraccio a Giuseppe, ucciso e buttato in un pozzo da un coetaneo a 16 anni. E’ commovente e rispettoso, ma insieme spinge a chiedersi qualcosa sul significato profondo di quelle semplici e bellissime parole. 

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“Tu... uno di noi per sempre”. Lo striscione con cui i ragazzi di Zocca hanno dato l’ultimo abbraccio a Giuseppe, ucciso e buttato in un pozzo da un coetaneo a 16 anni, dice il loro sincero legame, racconta l’inclusione e la condivisione, lo spirito di fratellanza oltre l’amicizia, la comprensione, l’accantonare ogni dubbio o pettegolezzo o domanda superflua, ogni giudizio di fronte alla tragedia macabra e assurda.

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E’ commovente e rispettoso, ma insieme spinge a chiedersi qualcosa sul significato profondo di quelle semplici e bellissime parole. Si rivolge ai due cerchi concentrici in cui si è composta la folla ai funerali: in mezzo i ragazzi, intorno gli adulti, gli uni a stringersi, gli altri quasi a voler tentare di proteggerli. Cosa significa essere “uno di noi” in una comunità dai contorni ben definiti come quella in cui la furia omicida si è scatenata al culmine di una vicenda comunque eccessiva, già nel suo nascere, tra due minorenni?

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Noi che ci conosciamo così bene, magari da non sorprenderci più di tanto davanti ai segni di inquietudine e fragilità, dal non coglierli o sottovalutarli? Noi chiusi in un recinto, attenti a custodirlo da fantasmi che qualcuno ci evoca ad arte e molto meno preoccupati di quanto è già, appunto, dentro di noi, tra noi? Noi somma di individualità o comunità di persone capaci di mettere a frutto le singole risorse indirizzandole a un bene comune che sia oltre il senso vagamente consolante di appartenenza a qualcosa?

Noi capaci di accompagnarci e arricchirci lungo un cammino, indicandoci l’un l’altro con schiettezza pari all’affetto i pericoli e i limiti oppure casuali compagni di strada inconsapevoli, indifferenti agli eccessi dell’uno come alle debolezze dell’altro? Essere noi è più fatica che gioia, per questo finiamo così spesso per limitarci a essere io. Col rischio, più frequente di quanto sappiamo ammettere o vogliamo evitare, di perdere e piangere a volte qualcuno che è noi, non solo uno di noi.

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