Formigine: va in soccorso del fratello e accoltella il rivale
Al “Settembre” il 27enne ferisce al petto la vittima poi si scaglia contro municipale e carabinieri: arrestato. È già libero
FORMIGINE. «Adesso chiamo mio fratello». E il fratello, in effetti, è arrivato, finendo però in prigione per aver aggredito e ferito con un coltello un immigrato di 46 anni.
A pronunciare la frase un ragazzino che assieme ad alcuni amici è stato protagonista di una accesa lite verbale durante il venerdì di festa che si stava svolgendo in centro a Formigine. Attorno alle 22,30 i ragazzini si trovavano in via San Francesco quando hanno preso a discutere con il 46enne, un ghanese regolare sul territorio italiano. Secondo quanto riferito dagli inquirenti l’uomo era seduto su una panchina, ma non è ancora chiaro quale sia stata la causa scatenante del diverbio. L’unica certezza è che non ci sono motivazioni razziali. Fatto sta che tra un’offesa e una minaccia, uno dei ragazzi decide di avvisare il fratello maggiore, un 27enne residente a Casalgrande (Reggio Emilia). Nel frattempo torna la calma e il 46enne continua a godersi la serata in centro senza accorgersi di essere pedinato dall’adolescente. Poco dopo viene avvicinato dal fratello maggiore che inizia a minacciarlo con frasi del tipo: «Adesso chiedi scusa a mio fratello». L’uomo di fronte a quelle parole è confuso, non capisce. Allora il 27enne gli passa il telefono e in collegamento c’è il fratello minore. Il ghanese continua a non capire. Un atteggiamento che fa irritare il 27enne a tal punto che estrae il coltello a serramanico di 10 centimetri che si era portato da casa e glielo punta alla gola, minacciandolo di morte. Lo riempie anche di calci e pugni e nel parapiglia ferisce la vittima al costato con la lama.
I passanti - il centro era affollato - chiamano i soccorsi. Arriva la polizia municipale che cerca di fermare l’aggressore, ma con estrema difficoltà. Tanto che vengono chiamati a supporto anche i carabinieri che finalmente riescono ad arrestarlo, nonostante quello minacci di morte pure loro. Nel corso delle varie colluttazioni il coltello è andato perduto.
Il ghanese è stato soccorso dal 118, ma le ferite, anche quella al costato, non è risultata grava tanto che se la caverà con pochi giorni di prognosi.
Il 27enne, anche lui ferito a una mano, ha trascorso la notte in carcere e ieri mattina è stato processato per direttissima in tribunale a Modena: l’accusa è stata derubricata da lesioni gravi a semplici lesioni e il giudice ha imposto l’obbligo di firma. —
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