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Vignola-Modena. La porta del bus chiusa col filo di ferro: scatta il sequestro della Polizia Stradale

CARLO GREGORI
Vignola-Modena. La porta del bus chiusa col filo di ferro: scatta il sequestro della Polizia Stradale

Bloccato dagli agenti alla stazione delle corriere con 75 studenti a bordo. L’ordine all’autista era di viaggiare a ogni costo

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MODENA. Come una vecchia corriera balcanica. Un autobus Seta della linea Vignola-Modena è stato fermato e posto sotto sequestro della polizia stradale perché la porta centrale era bloccata da due tiranti di fil di ferro. Il mezzo aveva anche altri problemi: mancavano dei martelletti d’emergenza interna e il baule dei bagagli non si apriva.

Il mezzo è stato poi scortato fino alla sede di Seta. È stato messo nel deposito per essere sottoposto a una revisione speciale: non si potrà usare finché le porte e il tutto resto non saranno in ordine.

L’inquietante vicenda è emersa ieri mattina alle 8 alla stazione delle autocorriere, quando il pullman è arrivato a destinazione con 75 studenti a bordo. Per fortuna non è accaduto nulla, ma si può facilmente immaginare la scena in caso di panico o di incendio considerando che l’unica uscita praticabile era quella di fronte all’autista (è un bus senza porta posteriore).

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In realtà, l’autista aveva segnalato alla centrale operativa di Seta la grave anomalia. Quando aveva preso in carico il mezzo dal deposito di Vignola, da una veloce ispezione aveva notato quel rudimentale sistema per tenere bloccata la porta centrale; rudimentale ma fatto a regola d’arte con tiranti di filo di ferro rinforzati. Quasi certamente il lavoro di blocco risaliva alla sera prima. Quando ha avvertito la sala, si è però sentito rispondere che era tutto a posto, che doveva partire lo stesso. Doveva fare così, non c’erano sono alternative: era l’ordine di servizio orale. La risposta non può essere stata improvvisata dall’operatore radio: qualcuno aveva previsto le perplessità dell’autista alla vista del rattoppo adatto al massimo a uno sgangherato bus balcanico di qualche provincia sperduta, ma aveva dato istruzione di rispondere così. L’autista ha eseguito portando a destinazione i passeggeri.

Una volta fermata la corriera all’autostazione di Modena, è sceso. Il coordinatore dell’autostazione ha notato l’incredibile bricolage mentre qualcuno stava già chiamando il 112. Sul posto è arrivata subito una pattuglia della polizia stradale che ha constatato la situazione unica nel suo genere. Nel verbale sono stati segnati anche altri problemi: all’interno mancava qualche martelletto di emergenza, un’assenza pericolosa che, combinata alla porta centrale chiusa, poteva avere conseguenze catastrofiche in caso di panico o di incendio sul bus; poi il portellone del portabagagli bloccato.

Il mezzo è stato sequestrato ma non sottoposto a sequestro giudiziario, bensì è stato preso in carico dagli agenti che lo hanno portato al deposito di Modena e poi hanno redatto un accurato verbale che avrà per forza conseguenze. Per l’autista c’è una segnalazione come atto dovuto (rischia però di perdere alcuni punti patente), ma si dovrà chiarire chi ha ordinato l’opera di bricolage e chi tra i dirigenti Seta si è preso la responsabilità di ordinare all’autista di partire ugualmente coi passeggeri in quelle condizioni.

L’autobus ha dodici anni di servizio. —

CARLO GREGORI

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