Bus chiuso col filo di ferro a Modena. Seta: «Non accadrà più»
Il presidente Cattabriga: «Mi scuso con i 75 ragazzi passeggeri e con i cittadini». Assicurati accertamenti: «Quel mezzo doveva essere portato subito in officina»
MODENA Amareggiato, deluso ma deciso ad andare in fondo alla vicenda e a fare chiarezza. Non si nasconde dietro a frasi di circostanza o a giri di parole in qualche modo tendenti a trovare una qualche giustificazione. Il presidente di Seta Andrea Cattabriga chiede scusa ai 75 passeggeri dela corriera Vignola- Modena, un bus la cui porta era stata bloccata con un filo di ferro e chiede scusa a tutti i cittadini. «Quella che è accaduta l’altera mattina è una vicenda molto anomala e utilizzo questo termine per non volerne cercare altri a indicare la gravità estrema di questo fatto - esordisce subito il presidente Cattabriga - mi scuso con i ragazzi che erano sulla corriera, mi scuso con tutti i cittadini, cercheremo di fare molto meglio rispetto a quanto abbiamo fatto sino ad adesso». In effetti l’episodio avvenuto l’altra mattina, terminato nero su bianco su un accurato verbale redatto della polizia stradale che è stata chiamata ad intervenire alla stazione delle corriere, evidenzia una situazione di precarietà, di mezzi non sicuri, di rimbalzi di responsabilità. In questo cotesto un dato di fatto: tanti giovani su un mezzo insicuro che da Vignola si è portato a Modena con una portiera boccata, fermata dal filo di ferro accuratamente montato appoasta per sigillare il portellone. Ora l’autista è stato multato di 700 euro. Probabilmente si accollerà l’onere Seta, ma per il guidatore rimarrà una decurtazione di punti sulla patente.
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Su questa vicenda verranno fatti accurati accertamenti per risalire all’intera “filiera” di fatti, decisioni e persone che ha portato alla performance finale. Il presidente Cattabriga: «Verranno fatti accurati accertamenti. Non stiamo certo ora a sottovalutare questo caso, anzi, sarà motivo di riflessione innanzitutto per capire, per accertare come mai si è arrivati a questa catena di errori, magari ciascuno preso per sé neanche gravissimo, ma che alla fine poi ha generato fenomeni che assolutamente non devono ripresentarsi. Ci muoveremo in fretta per cercare di capire cosa bisogna fare perché queste cose non accadano e soprattutto perché non si ripetano. Bisogna anche lavorare sulle azioni preventive, Direi che in una situazione normale quel mezzo sarebbe stato subito messo fuori servizio e trasportato in officina. Non è successo questo. Purtroppo io per primo ne sono molto dispiaciuto, e mi adopererò perché episodi come questo tipo non possano ripetersi».
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L’Usb, Unione sindacale di base, è pronta a dare battaglia e, riaprendo la vertenza con Seta, chiama a raccolta tutti i cittadini: «Si apre una nuova fase di conflitto in Seta - scrive il sindacalista Sebastiano Taumaturgo - questa volta cercheremo di sensibilizzare gli utenti, ma soprattutto i genitori di quegli alunni che rimangono a piedi o stretti in una scatola di sardine, per mancanza di corse o mezzi, e di scendere in piazza con noi al prossimo sciopero. Nell’ultimo anno i lavoratori di Seta hanno finanziato con un intero stipendio gli scioperi effettuati, allo scopo di avere più sicurezza per se ed i passeggeri trasportati. Non più di un anno fa, chiamammo in una assemblea cittadina tutte le forze sociali, “lo rifaremo” perché solo con la presa di coscienza di quello che è attualmente il trasporto pubblicosi riesce a sensibilizzare la collettività».
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