Gazzetta di Modena

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Cavezzo, bimbo disabile e festa disertata. Indaga il ministro della Famiglia

Valentina Corsini
Cavezzo, bimbo disabile e festa disertata. Indaga il ministro della Famiglia

Lorenzo Fontana, responsabile del dicastero, colpito dallo sfogo della madre. I social si schierano contro gli altri genitori e c’è chi invita il piccolo al compleanno

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CAVEZZO Uno scalpore tale da diventare un caso mediatico nazionale a cui si è interessato anche il ministro per le Politiche per la famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana. Il quale ha voluto esprimere solidarietà per l’accaduto prendendo direttamente contatti con la famiglia del bimbo autistico di 4 anni che, a Cavezzo, ha festeggiato il compleanno “in solitaria”, in quanto solo un amichetto, dei 18 invitati alla sua festa, si è infine presentato. La madre aveva inviato gli inviti ai genitori dei compagni di classe del figlio in chat e solo in cinque, dei 18 che erano stati invitati a presenziare alla festa con i bimbi, le avevano dato una risposta. In quattro declinando l’invito motivandolo, la quinta mamma, invece, l’unica ad essersi presentata con il figlio.

La madre, che alcuni mesi fa ha fondato anche un’associazione dedicata all’autismo, aveva espresso la sua amarezza per quanto successo sui social. E poi sulla Gazzetta. Dove ha lamentato dispiacere “perché rispondere è sinonimo di cortesia: invece la maggior parte dei genitori mi ha ignorata”. Aggiungendo che “molte madri mi hanno addirittura accusata di farmi pubblicità solo perché nell’invito avevo chiesto di non portare regali a mio figlio, in quanto ha già tanti giochi, ma piuttosto di fare una donazione alla mia associazione per aiutare così altri bimbi in difficoltà”.

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Fatto sta che l’accaduto - un bimbo autistico di quattro anni che viene lasciato da solo a festeggiare il compleanno - ha scosso e insieme indignato le coscienze di tanti. A partire da alcuni genitori che hanno scritto alla Gazzetta. Chi per invitare il piccolo a festeggiare il compleanno insieme a quello dei loro figli; chi affinché la nostra redazione facesse da tramite con la famiglia del bambino per portare la loro solidarietà e addirittura un regalo di compleanno.

Ad intervenire sui social, poi, anche Francesco Masotina, in veste di presidente del Consiglio dell’istituto comprensivo di San Felice. «Da genitore mi vergogno - scrive su Facebook - come rappresentante di un Consiglio di istituto ho l’ennesima conferma che qualcosa non funziona nonostante molti, dirigenti scolastici in primis, e insegnanti a ruota, si riempiano la bocca di parole come inclusione».

Dura la presa di posizione di Elisabetta Aldrovandi, avvocato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime di Modena: «Ho clienti con figli disabili ed autistici e sono meravigliosi. Quello che è successo è inaccettabile. A noi normodotati manca qualcosa: la capacità di fare nostre le difficoltà altrui. Di capire che ciò che per noi è una sciocchezza per altri è una montagna da scalare, a piedi nudi e senza appigli. Ma, a differenza di un disabile, che con un supporto adeguato può anche riuscire a vivere una vita accettabile, a noi non basterebbe un esercito di insegnanti di sostegno per diventare ciò che spesso non saremo mai: esseri umani».


 

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