Pd soddisfatto a metà «Fonderie, vigileremo sul piano industriale»
«Avevamo due obiettivi: difendere l’occupazione e tutelare la salute dei cittadini. Entrambi, grazie al lavoro dell’amministrazione, del Quartiere e - fatemelo dire - l’impegno costante del Pd, a...
«Avevamo due obiettivi: difendere l’occupazione e tutelare la salute dei cittadini. Entrambi, grazie al lavoro dell’amministrazione, del Quartiere e - fatemelo dire - l’impegno costante del Pd, a partire dal circolo della Madonnina, penso siano stati raggiunti».
Così, il segretario cittadino del Partito democratico Andrea Bortolamasi commenta l’annuncio del presidente delle Fonderie cooperative di via Zarlati, che venerdì scorso ha fatto sapere che nel gennaio 2022, dopo la chiusura dell’impianto, la produzione sarà delocalizzata nel padovano, mentre a Modena aprirà un’attività riconvertita e a basso impatto ambientale che consentirà di mantenere i posti di lavoro.
«Entro i prossimi quattro anni - spiega Bortolamasi - il percorso di riduzione di impatto ambientale e la riorganizzazione produttiva si muoveranno di pari passo. L’avevamo affermato: la tutela dei lavoratori e della salute dei cittadini dovevano trovare una via comune».
Più cauto il consigliere Carmelo De Lillo, anche lui esponente del Pd: «È ancora molto presto per mettere la parola fine sulla vicenda Fonderie - spiega - Il piano industriale presentato venerdì scorso pare non avere sbavature, perché si perseguono tutti gli obiettivi prefissati e condivisi in sede di firma del protocollo d’intesa tra proprietà, amministrazione e Consiglio, che votò all’unanimità l’odg presentato dal Pd. Resta la preoccupazione per i lavoratori, affinché questo piano si realizzi appieno, senza perdere un solo occupato, e resta anche un po’ di amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato: la dimostrazione che sul nostro territorio poteva trovare spazio una attività manifatturiera stabile e importante, in un impianto moderno a basso impatto».
Il consigliere fa quindi notare che «sul tavolo restano aperte le questioni già sollevate nella mia recente interrogazione, cioè se fosse amianto quello che è stato trasportato dal vento durante l’ultimo forte temporale e quale fosse la sua provenienza, fino a quando continueranno le attività di fonderia e che ne sarà dell’area dopo la dismissione». Il consigliere conclude facendosi carico «delle preoccupazioni dei lavoratori, affinché il piano industriale si compia così come presentato». —
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