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alla scuola di musica 

La lezione del “Gallo” agli studenti di Frassinoro «Siete i fiori del domani»

Daniele Montanari
La lezione del “Gallo” agli studenti di Frassinoro «Siete i fiori del domani»

Il bassista di Vasco Rossi con l’amico collega Cicci Bagnoli insegnano gli accordi dal vivo e raccontano gli aneddoti su testi e Modena Park

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FRASSINORO

«Gli studenti di oggi sono i fiori di domani: è un piacere aiutare a coltivarli».

Così Claudio “Gallo” Golinelli, il mitico bassista di Vasco, ha introdotto mercoledì la sua lezione alla Scuola di Musica di Frassinoro, la seconda dopo quella 2017, che ha entusiasmato ancor di più i piccoli e grandi allievi diretti da Marco Marcolini. Anche per la presenza di Cristian “Cicci” Bagnoli, chitarra e voce del Gallo Team (che comprende Adriano Molinari e Fabrizio Foschini) ma anche autore in proprio (a dicembre esce “CC”, il suo quarto cd) che con lui ha creato un'alchimia straordinaria.

Si conoscono da 18 anni, da quando Golinelli lo scoprì a Cesenatico («ora per me è tra i migliori d’Italia») e l’intesa maestro-allievo è perfetta, tra musica e parole. Il momento per i due è ottimo: il Gallo Team ha 15 date imminenti in giro per l’Italia e a febbraio si uniranno anche Stef Burns e Will Hunt per altre date. Ne è nata una lezione speciale, che ha visto innanzitutto suonate live “gioiellino” (a due, Cristian voce) di “Siamo solo noi”, “Gli spari sopra”, “Siamo soli”, “Sally” (gran finale con i maestri della scuola) e altre. Soprattutto un dialogo di sorprendente spontaneità con bambini e adulti, tra cuore e simpatia: sono arrivati da Imola (Gallo) e dalla Romagna (l'altro) a loro spese solo per il piacere di esserci.

«Tutto quello che dicono immagazzinatelo ragazzi – ha raccomandato Marcolini – perché di incontri così ne capitano pochi».

Gallo ha raccontato di come nacque l’intramontabile sound di “Siamo solo noi”: «Era il 1980, suonavo al Kiwi di Piumazzo con Gianna Nannini e venne Vasco a sentirci. Il giorno dopo mi chiamò Guido Elmi per dirmi che Vasco voleva un mio giro di basso per un pezzo che aveva gli stessi accordi di “Colpa d’Alfredo”. Dopo una notte insonne mi è venuto, dando vita a quest’inno dei tempi che furono, quando eravamo un po' monelli».

Poi tanti altri aneddoti col Blasco («non so come, ma sa sempre quello che faccio: a volte temo che mi spii...» ha scherzato), il ricordo del Modena Park («c’era così tanta gente che per la prima mezz'ora non riuscivo ad alzare lo sguardo per paura di sconcentrarmi») ma anche l’affetto perenne per Massimo Riva («è il mio angelo custode: a volte mi batto sulla schiena e gli dico: “Oh, aiutami, eh?”»).

«Bisogna metterci l'anima quando si suona - ha esortato - ma prima di tutto serve lo studio: non si impara a fare musica da internet, ma imparando lettura e armonie in una scuola. Come si fa con una lingua».

Da un bimbo la domanda semplice ma tosta: «Ma che cos’è la musica?». «Una cosa che ti rende felice e ti fa vivere. Amala sempre» ha risposto lui. Dando l’arrivederci alla prossima lezione. —

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