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Modena. Asilo-Babele "Boschi" che imbarazzo... In Comune si sceglie la linea del silenzio

LUCA GARDINALE
Modena. Asilo-Babele "Boschi" che imbarazzo... In Comune si sceglie la linea del silenzio

Un caso che fa discutere quello della materna statale di Modena dove ci sono solo tre bambini italiani e gli altri ventidue sono stranieri. Ora si prevedono progetti di sostegno per l’integrazione

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Nessuna risposta ufficiale, ma un impegno condiviso con il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo: predisporre una serie di progetti di sostegno per favorire l’integrazione, che a queste condizioni è piuttosto difficile perseguire, come sanno bene le insegnanti della scuola d’infanzia. Il caso è quello delle materne statali Boschi di via Bianchi Ferrari, all’angolo con la via Giardini, dove le “tate” si trovano a dover lavorare in una situazione per nulla equilibrata per quanto riguarda il rapporto tra italiani e stranieri: nella sezione dei tre anni, ad esempio, i bambini italiani sono tre, mentre i figli di immigrati sono ventidue.

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Una situazione segnalata ieri da una delle mamme italiane, che al momento dell’incontro conoscitivo con il personale e con gli altri genitori ha realizzato che la distribuzione non era per nulla equa.

Un caso che l’amministrazione comunale preferisce non commentare, dal momento che si tratta di una scuola statale, ma che è da tempo al centro di un confronto tra l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza e il nuovo dirigente del comprensivo 7 Davide Chiappelli: l’idea è quella di organizzare una serie di progetti di sostegno, come ad esempio corsi di musica, per favorire l’integrazione, perché i primi ad esser penalizzati da questa situazione sono soprattutto i bambini stranieri.

Partendo dal presupposto che il sistema di iscrizione parte da una piattaforma comune e che i genitori possono indicare sei scelte possibili (a partire dalla scuola preferita) a spingere gli stranieri verso le materne statali è senza dubbio il costo più basso rispetto alle altre scuole, anche se la differenza non è particolarmente accentuata: se la retta base per le comunali è di 91 euro (ma con tre diverse fasce legate al valore Isee della famiglia) quella delle statali scende a 86 (con due fasce Isee).

Considerando però che molti bambini stranieri non si fermano in mensa, i numeri scendono ancora, raggiungendo le poche decine di euro per le statali. Scelta contraria per la stragrande maggioranza delle famiglie modenesi (o comunque italiane) che per tradizione tendono a inserire in cima alla lista delle scuole preferite le materne comunali o quelle della Fondazione (o anche le paritarie), anche perché non è un mistero che la qualità sia più alta.

Del resto, l’amministrazione comunale tende ad assecondare le preferenze indicate dalle famiglie al momento dell’iscrizione: il 77% dei bambini, infatti, frequenta la scuola indicata al primo posto, mentre il 16% deve “accontentarsi” della seconda opzione scelta.

La conseguenza inevitabile è la tendenza alla “ghettizzazione”, con scuole comunali, di Cresci@mo o private con più o meno bimbi stranieri a seconda della zona, ma comunque con un rapporto piuttosto equilibrato, mentre alle statali i numeri cambiano completamente, per arrivare a casi limite come quello delle materne Boschi. —

LUCA GARDINALE

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