Modena, vertenza tra medici e Ausl: la sanità rischia il blocco
Fissato un nuovo incontro tra i vertici e i sindacati per concordare il pagamento degli arretrati, due mesi per l’intesa
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MODENA. Risposte in due mesi o il blocco della sanità è alle porte. Dopo oltre un’ora di trattativa, s’è chiuso con una proroga il tavolo tenuto ieri mattina nella sede dell’Ausl. Da una parte il direttore generale dell’azienda, Massimo Annicchiarico; dall’altro Alessandro De Nicola, Patrizia De Cosimo e Nicola Russo, rappresentanti delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil. Al centro, dalle cifre riportate dalle sigle, gli aumenti di circa 6mila professionisti della salute modenese, tra dipendenti e dirigenti. Le tre organizzazioni sindacali hanno protestato davanti agli uffici di via San Giovanni del Cantone contro lo stop imposto al contratto siglato il 19 luglio scorso. «Non vengono pagate le progressioni economiche orizzontali – ha spiegato De Nicola prima dell’incontro fuori programma con il dg – ovvero gli incrementi stabili di stipendio (gli ex scatti di anzianità) e l’ulteriore premio di produttività ottenuto dopo gli eccellenti risultati che l’azienda ha avuto nel 2017». «Le progressioni dal 2016 al 2018 sono state ricevute solo dai due terzi degli aventi diritto – è intervenuto Russo – mentre l’ultima trance sembra non aver avuto il via libera dei revisori dei conti».
Dopo il summit, qualcosa sembra cambiato. «Annicchiarico ci ha dato rassicurazioni che i revisori hanno dato l’ok su tutta la linea – ha proseguito il delegato della Uil – facendo appunti, dovuti in particolare al sistema di valutazione aziendale sulle performance dei lavoratori. Attualmente è trimestrale, ma abbiamo un accordo che eroga mensilmente gli acconti sulla produttività. L’azienda ha espresso l’assoluta volontà di mantenere gli acconti mensili. Domani dovremo sottoscrivere un verbale d’intesa che possa tracciare un percorso da seguire nei prossimi due mesi per arrivare alla risoluzione del problema». Un problema di cui i sindacati discuteranno venerdì con gli stessi medici. Ciascuno di loro avanza, secondo le cifre rilasciate ieri, arretrati compresi tra i 400 e i 900 euro annuali lordi, senza considerare «le centinaia di migliaia di ore di straordinario all’anno al di fuori dei piani emergenziali aziendali», come ripreso da Russo. —
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