Processo alla vecchia Giunta Decisione prima di Natale
L’ex sindaco Ferioli e l’assessore d’Aiello interrogati per tre ore davanti al giudice Si difendono raccontando la loro verità e le fasi dell’emergenza durante il sisma
FINALE
Due ore di interrogatorio per Fernando Ferioli, un’altra abbondante per Angelo d’Aiello alla pari dell’ex capo ufficio Lavori pubblici, Giulio Gerrini; pochi minuti, infine, per Giuseppe Poggioli del Coac di Massa. È stata una mattinata di racconti, deduzioni e spiegazioni quella andata in scena davanti al giudice dell’udienza preliminare, Andrea Romito, che dovrà decidere se rinviare a giudizio o emettere sentenza di non luogo a procedere per gli imputati che a vario titolo rispondono di abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e turbativa d’asta. Il giudice farà le sue valutazioni a metà dicembre: il 17 sarà analizzato il rito abbreviato, scelto dai vertici del Quartiere Ovest e il 19 si terrà invece la discussione per gli altri. Fino a quel momento è possibile comunicare nuovo strategie, tra cui la scelta di optare per l’abbreviato o di patteggiare.
Al momento la situazione appare in equilibrio. O meglio, ieri, Ferioli ha provato a spiegare quel caos-burocratico già annotato dalla Commissione d’accesso all’interno dei vari uffici comunali. Ha racconto dell’emergenza sisma, focalizzandosi sui lavori alla bocciofila di Massa, sollecitati dalla Regione per garantire una palestra per le scuole. Alla fine la struttura ospitò alcune attività dell’asilo parrocchiale, ma la Regione non ebbe nulla da eccepire, anzi risparmiò soldi dalla costruzione di una nuova scuola.
Analizzata anche la famosa determina per acquistare l’area ex Comel per costruire un auditorium da 1,3 milioni. La Regione voleva delle risposte per impiegare i soldi, fu fatto l’atto e mentre la Giunta (non senza polemiche) lo mise in stand-by perché tre assessori non avevano votato favorevolmente - una settimana dopo fu approvata una delibera di sospensione - gli uffici spedirono l’atto per cui è stata avviata l’inchiesta per “falso in atto pubblico”. «Un errore burocratico della struttura dirigenziale», chiosa l’avvocato Giorgio Pighi che difende Ferioli e d’Aiello.
Nella lunga serie di domande poste all’ex Giunta è finito anche il rapporto con i volontari del Quartiere Ovest: secondo gli imputati le convenzioni esistevano, ma dovevano essere firmate nel marasma del terremoto quando non erano - ovviamente - la priorità a fronte di sfollati e distruzione. A testimoniare che la strategia di affidare alla storica associazione le strutture e la cura del parco era la scelta più conveniente per la collettività, gli avvocati hanno depositato l’ultimo atto della Giunta-Palazzi al riguardo: dove si stabilisce il rapporto economico tra le parti, che viene però decurtato del 100%, alla pari quindi di come funzionava anche in passato. —
F.D.
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