Gazzetta di Modena

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contratto scaduto il 30 settembre 

Seta, si litiga per il dg Badalotti Soci divisi, gelo sul reincarico

Saverio Cioce ;
Seta, si litiga per il dg Badalotti Soci divisi, gelo sul reincarico

Da Reggio spingono per l’accordo, dubbi da Bologna. I sindacati: «Lo premiate?» Dopo il caso delle porte legate con il filo di ferro, anche la politica frena l’azienda

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Dal 30 settembre Seta non ha più un direttore ufficiale.

Il contratto già affidato al reggiano Roberto Badalotti è scaduto e i soci sono impegnati in un teso braccio di ferro per la sua riconferma o la sua sostituzione. Dopo l’uscita del presidente Bulgarelli, ormai lontano dalle vertenze che si susseguono per la rincorsa alle sanzioni e agli scioperi per condizioni di lavoro difficili, Badalotti è l’unico a incassare le proteste.

Uno stillicidio quotidiano di guasti, una decina di autobus e corriere a fuoco per il surriscaldamento dei motori e altre cause, i cambi che si rompono su mezzi con milioni di km di percorrenza: tutto questo ha indignato persino l’assessore regionale che si è fatto sentire per bene. E anche sui casi degli ultimi giorni, le ragazzine multate e schedate men tre cercavano inutilmente di fare il biglietto e i disservizi continui sui mezzi, ha fatto conoscere il suo pensiero.

Eppure, mentre da Bologna Tper e Regione fanno pollice verso sulla sua riconferma, i reggiani sono pronti a tutto per tenere il posto a Badalotti, facendo filtrare voci di un suo reincarico in accordo con Modena: ma su questo non c’è una presa di posizione netta di Muzzarelli. Anzi, per la prima volta nella storia della ex municipalizzata, non si comunica il nome del successore, neppure a contratto scaduto.

Le critiche mosse a Badalotti dai sindacati che hanno il consenso del 90% degli autisti, stilano una lista nera dei disservizi e sono increduli per le coperture politiche del direttore uscente. «In caso di riconferma - scrivono - e dell’azzeramento delle relazioni sindacali riprenderemo la nostra lotta. Dopo tutto quello che non ha fatto e disfatto vogliono dargli come premio un altro contratto?»

In assenza del direttore generale, quindi, è l'intero Consiglio d’Amministrazione ad avere le deleghe. Nnell’unico organo rimasto al momento che può prendere decisioni valide per tutta l’azienda, il CdA per l’appunto, le delibere operative sono approvate con 4 voti a favore su 5, anche se al momento i membri del consiglio sono solo quattro.

La ragione? Il seggio di Piacenza è vacante: anche su questo sarebbe importante sapere se gli enti locali di Piacenza, da sempre fratellini minori nella fusione territoriale con una quota di poco superiore al 10%, ha lasciato la sedia vuota per cercare di spingere sulla trattativa e otenere qualcosa in più o è in netto dissenso rispetto alla diarchia Modena - Reggio . O se, in via d’ipotesi, sta cercando di stabilire un ponte di comunicazione con Bologna che non fa mistero, in sedi riservate, di non apprezzare le scelte gestionali e operative di Badalotti.

Reggio Emilia invece si è sempre schierata sul compaesano, difendendolo in ogni sede, anche in virtù del fatto che gli autisti di Reggio, e non solo loro, hanno condizioni di lavoro molto diverse da quelle di Modena. L’assessore c omunale Mirko Tutino, che ha la delega dei trasporti, giusto pochi giorni fa si è lanciato in uno sperticato elogio pubblico di Badalotti per ottenere la sua riconferma. Però è anche vero che i reggiani, per la conferma del direttore uscente a loro così gradito, possono contare solo su un voto sui quattro necessari, quello del loro rappresentante. La partita, senza scadenze a orologeria, è tutta da giocare. E c’è chi è pronto a giocarsi il pareggio, con una proroga limitata.—





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