Trionfa il Brutrosso della Volta Ok Chiarli, Paltrinieri e Moretto
Quattro bottiglie allo spumante creato da Christian Bellei Tre bottiglie per il Fondatore, il Radice e il Monovitigno Il top a Parma con il Salice
Per una scelta editoriale dell’Espresso, quest’anno la Guida Ristoranti comprende anche la Guida Vini. Si tratta di una selezione rigidissima verso le vette della qualità italiana: la recensione di tutto ciò che arrivava dalle cantina italiane è stata insomma abbandonata in nome di una austerity critica che taglia i fronzoli e punta al meglio. E’ una buona scelta o è eccessiva? Si vedrà nel corso dell’anno.
Detto questo, con questi criteri selettivi al massimo livello la grande attenzione alla rivoluzione dei lambruschi modenesi in corso da una decina d’anni resta ovviamente sullo sfondo, non ben focalizzata da una classifica costruita a colpi di accetta. Tuttavia, il meglio modenese c’è.
Sorprendentemente, però il miglior lambrusco lo troviamo nella categoria “I migliori 100 spumanti” con quattro bottiglie ma non è di Modena. O meglio, la cantina non è modenese anche se le uve sono emiliane. Si tratta de I Salici di Monte delle Vigne, cantina di Ozzano Taro a Parma. Se può apparire stravagante che sia un’etichetta parmigiana a farci mangiare la polvere, lo è ancora di più il prezzo di questa bottiglia che su internet varia da 16 a 84 euro. Il motivo? Si tratta di un lambrusco rifermentato secondo il metodo ancestrale con uve lasciate macerare sulle bucce per almeno venti giorni. Insomma, incarna il non plus ultra della tradizione (ma aspettiamo il più competente giudizio del nostro Lambruscologo Paride Rabitti).
E Modena? È ben rappresentata. Nella stessa sezione a quattro bottiglie (quindi si parla di grandi vini) troviamo il Brutrosso della Cantina della Volta: un’altra scommessa vinta da Christian Bellei e dal suo staff a Bomporto. Nella sezione tre bottiglie – siamo sempre a un livello molto elevato – troviamo tre etichette ormai classiche: il Fondatore della Chiarli, un metodo ancestrale che ha riscosso molto successo; il Radice della Cantina Paltrinieri, lambrusco di culto tra i più amati rifermentati in bottiglia; e il Monovitigno della Fattoria Moretto, eccellenza e unico citato per i Grasparossa di Castelvetro. Insomma, la rappresentanza modenese è ottima ma striminzita. Soprattutto se si considera l’enorme spazio dato all’Oltrepo Pavese. —
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