Gazzetta di Modena

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i dirigenti difendono l’operato dell’ente 

Le accuse del M5s? L’Asp: «È tutto regolare per lavoratori e terreni»

Valeria Cammarota

L’amministratore Terenziani: «Valuteremo le vie legali» Il direttore: «Personale assunto entro i limiti consentiti»

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«Dopo le gravissime accuse ricevute, oggi siamo qui a difendere l’immagine di questo ente da una campagna mediatica violenta e da una strumentalizzazione che rischia di minare il rapporto di fiducia che ci lega ai cittadini». Così, ieri, Cristiano Terenziani, amministratore unico di Asp, ha difeso l’ente dalle accuse mosse dal Movimento 5 stelle. Lo ha difeso insieme al direttore Alessandra Cavazzoni, al revisore dei conti Vincenzo Commisso; al responsabile amministrativo Niccolò Ronchetti e al sindaco Alberto Bellelli.

Due erano state le problematiche sollevate dalla consigliera Monica Medici: la voce riguardante le “rimanenze” di Asp, pari a 1 milione 562mila euro, che include non solo beni di normale consumo nelle residenze per anziani, ma anche terreni edificabili; la gestione del personale Asp assunto in somministrazione, che non dovrebbe superare il tetto massimo del 20%, ma che nel 2017 è invece arrivata a sfiorare quote superiori. È stata Alessandra Cavazzoni a fare chiarezza su quest’ultimo punto. «Asp assume prioritariamente a tempo indeterminato, tramite selezioni e concorsi pubblici - ha spiegato - ma dovendo garantire continuità tutti i giorni con il medesimo standard assistenziale, in caso uno o più dipendenti all’improvviso siano assenti si fa ricorso a lavoratori somministrati, la cui selezione viene fatta da un’agenzia, la Oasi Lavoro. È l’agenzia a raccogliere i curricula, mentre Asp verifica i requisiti. Il calcolo corretto esclude i lavoratori assunti per le assenze temporanee del personale di ruolo, i lavoratori in mobilità, i disoccupati, i lavoratori svantaggiati o assunti per progetti temporanei e altri casi. Tenuto conto di ciò, l’anno scorso si è rispettato il limite del 20%, essendo i somministrati solo l’8% del personale in servizio».

Per quanto riguarda invece i terreni, questi sono giunti in eredità ad Asp dall’Ipab Tenente Marchi a seguito del lascito di Lorenzo Rossi. Come ha sottolineato Niccolò Ronchetti, i dati a livello catastale sono tutti regolarmente consultabili. «La voce “rimanenze” consentirebbe di vendere i beni senza necessità di un bando pubblico: un modo per fare cassa» aveva sostenuto Monica Medici. È stato Vincenzo Commisso a spiegare che il bilancio di Asp è redatto allo stesso modo di quello delle società privatistiche, dunque non segue le regole dei bilanci delle pubbliche amministrazioni. «Ciò non toglie - ha specificato - che quando i terreni verranno venduti lo si farà procedendo con gare a evidenza pubblica». Alcuni di essi sono stati ceduti in permuta alla società Emiliana Scavi ed ecco dunque spiegato anche l’aumento del loro valore, da 1 milione a 1 milione 562 mila euro, legato alle opere di urbanizzazione compiute. «Questi terreni sono elencati tra le rimanenze poiché non si tratta di immobilizzazioni utili alla produzione di servizi - ha concluso Commisso - ma di beni parte del patrimonio disponibile e quindi destinati alla vendita, i proventi della quale dovranno essere reinvestiti nei servizi Asp». Mentre Terenziani ha infine annunciato che si stanno valutando le vie legali, Alberto Bellelli ha concluso affermando come il fine del M5S fosse quello di «creare cattiva informazione: far passare l’idea che Asp non reinvesta nei propri servizi è scorretto». —

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