Palazzo Ducale diventa una piccola Venaria Il piano per riportarlo all’antico splendore
IL PROGETTOPalazzo Ducale può diventare una “piccola” Venaria reale e, sulla falsariga di quel che avviene a Torino con i Savoia, spiegare attraverso l’arte la storia degli Este. È questa l’idea di...
IL PROGETTO
Palazzo Ducale può diventare una “piccola” Venaria reale e, sulla falsariga di quel che avviene a Torino con i Savoia, spiegare attraverso l’arte la storia degli Este. È questa l’idea di fondo del lavoro che Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo sta portando avanti alla reggia seicentesca.
«Arriva dallo Stato - spiega la dirigente da quasi tre anni a capo del museo autonomo statale - un finanziamento di 3,5 milioni. Ci serviranno a restaurare la facciata sud di palazzo Ducale, quella che dà sul giardino all’italiana nei pressi della Peschiera ducale».
tra storia e fondi
L’area è molto prestigiosa, ma assolutamente poco conosciuta e i finanziamenti serviranno a renderla definitivamente agibile, anche se saranno lunghi e complessi. La Peschiera ducale, chiamata anche “fontanazzo”, è integrante del complesso estense e negli anni scorsi ha riacquistato l’antico diretto rapporto con la città che la caratterizzava. Nella zona, infatti, nel secondo dopoguerra, venne eretto un edificio che nascondeva la monumentale e scenografica fontana già oggi visibile in varie occasioni.
«Il finanziamento - continua la direttrice Bagnoli - ci servirà a porre rimedio a una situazione complessa e sarà un super cantiere. Metteremo a posto il giardino all’italiana con la fontana che caratterizzava la parte del parco estense vicina al palazzo e restaureremo anche le tante terrazze. Sulla facciata ci sono i tre portali, così come sul lato principale del palazzo e da lì i turisti potranno uscire nel giardino dopo avere visitato gli interni».
La direttrice ministeriale, italiana ma con una lunga stagione di lavoro ai musei di Baltimora, in America, vuole migliorare tutta questa parte di palazzo Ducale: «Lavoro bene con il Comune, con Hera e con il Consorzio di bonifica con i quali voglio anche fornire di acqua il torrente che si snoda nel giardino estense. In secca non può funzionare e finora è stato utilizzato con l’acqua da usarsi per le irrigazioni della zona. Andranno ripristinati i giochi d’acqua perché questo luogo ha delle potenzialità enormi».
TEMPI LUNGHI
I lavori avranno però necessità di un po’ di tempo e le migliorie non potranno vedersi prima del 2020 almeno: «Il palazzo affrescato e le mostre - continua Martina Bagnoli - le facciamo mentre con i fondi materialmente assegnati abbiamo un percorso amministrativo. Faremo, attraverso le strutture pubbliche, un bando di progettazione e ciò necessiterà di circa un anno di tempo. Dopodiché altro tempo sarà necessario per la gara pubblica, ma non vogliamo certo perdere questi soldi. Se non li spendessimo andrebbero giustamente per altri progetti».
Il Palazzo Ducale è uno dei luoghi storici più importanti del nord Italia. Molto merito, oltre agli interni, va proprio alla Peschiera edificata alla metà del Seicento e definita nel 1758, durante il “Viaggio in Italia” di Charles-Nicolas Cochin, una “grotte rustique, au bout d’un petit canal”. Si trattava di una stupefacente macchina idraulica che si trasformava in una affascinante rovina e in uno scenografico “teatro delle fontane”. C’è anche la cosiddetta “montagna” che chiudeva scenograficamente la prospettiva visiva, e sulla quale campeggia l’aquila estense. —
STEFANO LUPPI
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