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Caso San Filippo Neri Tesauro: «Il problema è la classe politica»

STEFANO LUPPI
Caso San Filippo Neri Tesauro: «Il problema è la classe politica»

Duro intervento dell’ex presidente che ha dato le dimissioni «La relazione tende a normalizzare: io avrei cambiato tutto»

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L’ex presidente della Fondazione Neri Mauro Tesauro, letta la relazione che la presidente Borellini ha presentato in Provincia, attacca ancora sul ruolo di Cristina Cavani, della gestione del personale e altre vicende dell’antico ente di via Sant’Orsola un tempo proprietà diretta della Provincia.

LA RELAZIONE. «Nessuna sorpresa dalla comunicazione sullo stato di salute della Fondazione San Filippo Neri: qualche piccolo problemuccio di personale c'è, si ammette, ma è tutto fondamentalmente a posto. Tutto a posto e niente in ordine, verrebbe istintivamente da aggiungere».

DIRETTRICE. Mauro Tesauro cita lo statuto su nomina e compenso della direzione dell’ente, assegnato a Cavani dalla nascita della fondazione nel 2008: «Una direttrice senza rinnovo da almeno sei anni, a fronte di uno statuto che non lo permette, non merita neppure una menzioncina nella nota della presidente? E il mio vigile predecessore?».

PERSONALE. «A fronte del regolamento per il reclutamento di personale presente sul sito www.fondazionesanfilipponeri.it è vero o non è vero che tra il personale assunto a tempo indeterminato risultano un paio di persone che non hanno mai partecipato ad alcuno di questi avvisi?».

COORDINATORE DI COMUNITÀ. «Il coordinatore presente all’interno del comparto ha un contratto con la Fondazione Neri oppure è inquadrato come receptionist della coop Ostello?».

SFN INTERNATIONAL. «E’ vero o no che nella copia del bilancio consuntivo 2017 presentato al Cda la "famosa" SFN compare solamente in una macrovoce non riconoscibile e mai esplicitata? È vero o non è vero che nella relazione allegata al consuntivo sempre l’associazione non compare in alcun punto, tra tutte le attività della Fondazione, rendendo quantomeno difficile ai membri del Cda scoprirne l’esistenza? Non è curioso che il presidente, né alcun altro membro del cda sia stato interpellato in merito alla destinazione dell’utile dell’ente amministrato? Borellini non mi ha contattato per delucidazioni che il caso avrebbe invece richiesto».

I BANDI. «E’ ritenuto consueto e normale che la direzione generale, precettando di fatto il personale, usi una sua fantomatica associazione interna per fungere da capofila nei bandi, con lei stessa alla vicepresidenza e la responsabile risorse umane alla presidenza».

LA POLITICA. «La relazione tende a “normalizzare” lo scenario, esattamente come propostomi a suo tempo. Peccato che al gestire io avrei scelto il verbo “cambiare”. Quel problema però non è rappresentato solo e più da una direzione particolarmente fuori controllo, ma da una classe politica di governo che ne permette l’agire». —

STEFANO LUPPI

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