Gazzetta di Modena

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Castelnuovo. I ragazzi che creano isole di poesia

M.T.
Castelnuovo. I ragazzi che creano isole di poesia

Una mappa per raggiungere le “stazioni” dove declamare componimenti Un modo per raccontarsi. Coinvolte le quinte elementari delle Don Milani e delle A.Frank

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Poesia, poesia e ancora poesia (e tanta emozione) a Castelnuovo Rangone, domenica 23 settembre, grazie a un progetto che ha visto coinvolti i ragazzi delle classi quinte delle scuole primarie Don Milani di Castelnuovo Rangone e Anna Frank di Montale.

“Le parole dei bambini hanno invaso le piazze e i parchi - racconta l'assessore Sofia Baldazzini – sono state 150 le poesie lette in simultanea in 14 … stazioni poetiche raggiungibili con una “mappa”.

Questo grande evento collettivo, realizzato durante il Poesia Festival, è la conclusione del progetto “Cielo Bambino Cielo Racconta” condotto dal poeta Alessandro Riccioni e dall'attrice Sara Tarabusi della libreria per ragazzi Castello di Carta che hanno lavorato a fianco delle insegnanti per tutto lo scorso anno scolastico. Ed è stato un modo nuovo per restituire ai genitori il lavoro profondo fatto nelle classi e coinvolgere al tempo stesso l'intera collettività”.

I ragazzi, infatti, si sono raccontati assieme alle loro insegnanti, che hanno sostenuto il lavoro, leggendo tutti una propria poesia, elaborata durante l'anno scolastico, ad alta voce. “Le poesie – spiega Sara Tarabusi - sono state lette secondo la modalità “lettura diffusa”, cioè contemporaneamente, su 14 postazioni. Ogni bambino ha declamato la propria poesia più volte, per il piacere di farsi ascoltare da genitori e amici; o magari soltanto da un gatto che passava di lì o da un cittadino in bicicletta. A volte il pubblico è entrato nella scena, si è avvicinato moltissimo ai cantori, li ha guardati negli occhi più che fotografati. Abbiamo davvero riscoperto il piacere della lettura ad alta voce e dell'ascolto”.

Intense anche le parole di Alessandro Riccioni: “Quando mi fanno domande sulla poesia, non posso fare a meno di ritornare all'infanzia, al mio essere bambino, alla figura di mio padre che mi insegna a scrivere disegnando nell'aria le lettere e rendendo tutti i gesti senso e bellezza a un tempo. Ecco perché, negli incontri con i bambini delle scuole, il punto di partenza per un lavoro sulla poesia è stato un salto all'indietro, motivato, compreso subito, accettato e rilanciato. Il lavoro con loro e con le loro maestre è stato quindi un doppio movimento: dal presente verso il passato, rivivificato, e di nuovo al presente, per poi cercare di aprire la mente e il cuore verso il futuro. I "punti fermi" sono stati la lingua, il paesaggio, il sentire il mondo e il sentirsi nel mondo. Poiché i bambini sono per natura moltiplicatori di possibilità e, pertanto, di senso e bellezza e vita”.



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