De Raho a Modena: «Le mafie s’infiltrano ormai in tutte le grandi opere»
Il procuratore nazionale antimafia in città per parlare di beni culturali e legalità Il comandante dei carabinieri Nistri: «La tutela del nostro patrimonio è priorità»
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Ieri mattina per alcune ore Modena si è trasformata nel centro della sicurezza nazionale anticriminalità per la presenza, al convegno “Riqualificazione dei beni culturali tra legalità ed efficienza della spesa”, del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e del comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri. Insieme a loro alla facoltà di Giurisprudenza di Unimore, una serie di esperti di diritto e beni culturali ha discusso sulle possibilità di rilancio dell’economia attraverso la valorizzazione dei beni culturali.
Un tema che, anche sotto la Ghirlandina dove il numero di turisti cresce, è sempre più impellente anche perché collegato a complessi da restaurate quali il Sant’Agostino o l’ex Amcm. Il procuratore Cafiero de Raho, in particolare, ha messo un guardia: «Le infiltrazioni della criminalità organizzata debbono preoccupare come ho detto al convegno che affronta gli appalti in ambito architettonico e ambientale. La vera emergenza nazionale, infatti, sono le mafie che riescono ormai a infiltrarsi e a mimetizzarsi e dunque ad essere presenti in tutte le grandi opere. Occorre che ci sia etica d’impresa e che gli imprenditori che hanno a cuore questi temi solidarizzino tra di loro». Il comandante dell’Arma Nistri - in precedenza capo del Carabinieri tutela patrimonio culturale, una eccellenza mondiale da 29 anni - ha rincarato la dose con un intervento che ha fatto il punto sul mondo degli appalti legali e non legali, sui traffici nei beni culturali, sugli scempi e sulla necessità di tutela del territorio. «Il messaggio - spiegato Nistri - è che il patrimonio culturale appartiene a tutti e non ai singoli e quindi tutti dovrebbero sentire di tutelare. E’ importante superare la dicotomia tra visione del patrimonio come icona e visione del patrimonio come petrolio d’Italia da sfruttare. Il bene culturale, penso, può divenire petrolio solo se riesce a mantenersi icona e per questo occorre perseguire delle missioni come la tutela, la valorizzazione e la fruibilità. Naturalmente è fondamentale la legalità, il rispetto delle norme anche perché ciò incide sull’efficienza della spesa: a Pompei ad esempio a partire da 105 milioni di fondi siamo arrivati a poterne spendere 157 creando tra l’altro il principale percorso per disabili d’Europa».
Il convegno, organizzato dal nuovo Centro EDi-LAB - Studi e ricerche di cultura giuridica ed economia applicata di Giurisprudenza, Comunicazione ed Economia dell’ateneo, ha visto la presenza di numerosi esperti tra cui il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che la discusso della “esperienza del rilancio del museo degli Uffizi: accessibilità, attrattività e sguardo verso il futuro”.
A introdurre la giornata, insieme al rettore Angelo O. Andrisano e al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, sono stati i docenti Unimore Sergio Alessandrini e Elisa Valeriani: «Intendiamo sviluppare un programma di ricerca caratterizzato da un lato dalla necessità dell'individuazione dei beni culturali sui quali concentrare gli investimenti, dall'altro dall'esigenza che l'efficienza della spesa sia assicurata nel rispetto della legalità». In platea numerosi studenti, ma a parte la direttrice del Polo museale di Unimore Elena Corradini non era presente alcun responsabile della cultura cittadina. —
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