Pd, scontro tra cattolici per la Provincia
A fine mese si sceglie il nuovo presidente: Muzzarelli è costretto a lasciare e si schiera con Tomei, ma Braglia è in rimonta
Tutto deciso, anzi no. Perché il “suo” candidato, il presidente uscente ce l’avrebbe anche, ma c’è chi preferirebbe altre scelte. E allora, anche se al momento regna una certa calma, gli incontri vanno avanti tutti i giorni, con un’attività febbrile in via Rainusso, e il segretario dem Davide Fava impegnato in una lunga serie di consultazioni con i sindaci della provincia. E se è vero che il tempo c’è ancora, a una settimana dalla chiusura delle candidature per il rinnovo della presidenza della Provincia, il Pd non ha ancora un nome. O meglio, ne ha due, dal momento che la partita si gioca tutta tra Gian Domenico Tomei, sindaco di Polinago, e Fabio Braglia, primo cittadino di Palagano, mentre il collega di Castelnuovo Massimo Paradisi, un altro dei papabili, si è sfilato dalla competizione due giorni fa. Partendo dalle date, l’erede di Gian Carlo Muzzarelli alla guida dell’ente di viale Martiri, così come i 12 componenti del nuovo Consiglio, sarà scelto mercoledì 31 ottobre: a votare saranno 707 sindaci e consiglieri comunali di tutta la provincia. Ma quali caratteristiche devono avere i candidati? In sostanza, possono correre per la guida dell’ente solo i sindaci non in scadenza nei prossimi 12 mesi: una bella scrematura, dal momento che i possibili concorrenti sono solo 13, e che - sempre ragionando in casa Pd - i Comuni più importanti, come Vignola, Pavullo e Finale, sono gestiti dal centrodestra. All’interno di questo quadro, il presidente uscente Muzzarelli sosterebbe volentieri la candidatura di Gian Domenico Tomei, sindaco di Polinago. Un nome gradito anche a una parte dei cattolici, come il consigliere regionale Giuseppe Boschini e la presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti (che sostengono Tomei, ma senza forzature), ma anche a diversi sindaci della sinistra dem, da Alberto Bellelli a Roberto Solomita e Stefano Reggianini, mentre i dirigenti del partito vicini al parlamentare Matteo Richetti - dal sindaco di Formigine Maria Costi all’assessore sassolese Giulia Pigoni, ma anche l’ex presidente della Provincia Emilio Sabattini e il primo cittadino di Spilamberto Umberto Costantini - vedrebbero bene Fabio Braglia, sindaco di Palagano, alla guida di viale Martiri. E se Muzzarelli una preferenza ce l’ha, allo stesso tempo il presidente uscente non intende andare a uno scontro, quindi la partita è aperta. Partita che resterà a due, dal momento che il primo cittadino di Castelnuovo Massimo Paradisi si è sfilato: «Nelle ultime settimane - ha scritto martedì sulla sua pagina Facebook - il mio nome è stato accostato alla presidenza della Provincia. Una cosa che non può che far piacere, rendere orgoglioso e meritare una profonda riflessione. Poco più di anno fa ho deciso - continua Paradisi - non senza titubanze, di interrompere la mia carriera professionale per assumermi l’impegno di diventare sindaco della comunità in cui vivo. Sento, quindi, che oggi la mia dimensione sia questa e il mio impegno debba concentrarsi su Castelnuovo e i suoi cittadini». La corsa verso viale Martiri, insomma, resta a due, ma questo non significa che le cose saranno più semplici: al momento Braglia e Tomei hanno più o meno le stesse possibilità di spuntarla, ma per decidere ci sono ancora pochi giorni. E il timore, in casa Pd, è che la sfida tra cattolici si trasformi in uno scontro aperto. —
LUCA GARDINALE
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
