Professionista 48enne nella rete della truffa in campo farmaceutico
C’è anche una rappresentante farmaceutica carpigiana tra gli indagati dell’operazione “Conquibus”, condotta dai Nas di Parma. Il maxi blitz è scattato alle prime ore di ieri mattina con oltre 200...
C’è anche una rappresentante farmaceutica carpigiana tra gli indagati dell’operazione “Conquibus”, condotta dai Nas di Parma. Il maxi blitz è scattato alle prime ore di ieri mattina con oltre 200 carabinieri del Comando per la tutela della salute e dei comandi provinciali di sette regioni. Sono state disposte 11 misure cautelari a carico di dirigenti medici, universitari, rappresentanti del settore farmaceutico, 36 gli indagati e sette le aziende coinvolte nelle attività illecite. Sequestrati anche 335mila euro come provento di queste attività.
La rappresentante carpigiana, classe 1975, le cui iniziali sono F. S., lavora per un’azienda farmaceutica milanese. I reati che le vengono contestati sono: corruzione e comparaggio farmaceutico. Una pratica, quest’ultima con cui i medici accettano denaro o favori in cambio di indicazioni o prescrizioni di determinati farmaci. Al centro dell’operazione condotta dai Nas, infatti, ci sono sponsorizzazioni per congressi o simposi chiesti alle aziende farmaceutico in cambio dell’utilizzo di farmaci; concorsi pilotati per l’assunzione di candidati già scelti in precedenza, oltre ad attività professionale non autorizzata.
Il direttore della struttura complessa di ematologia e trapianto di midollo osseo del Maggiore di Parma, il professore Franco Aversa, è finito ai domiciliari. Così come Paola Gagliardini, amministratrice delegata della Csc srl, centro servizi congressuali, di Perugia. I due tenevano le redini dell’organizzazione che garantiva, secondo quanto formulato dall’accusa, favori alle aziende farmaceutiche. Come, ad esempio, resoconti positivi o negativi per vari medicinali. Tutto in cambio di sponsorizzazioni per convegni e simposi medici e anche somme di denaro che arrivavano direttamente nelle tasche degli indagati. In cambio del “conquibus”, insomma.
«Ci sono delle aziende che hanno contribuito in maniera sostanziale e altre che non hanno nemmeno risposto quindi è chiaro che devo fare la lista dei buoni e dei cattivi». Questa una delle frasi intercettate al medico di Parma.
L’attività illecita aveva diramazioni in altre province del territorio nazionale, era svolta con la complicità di altri professori, medici, rappresentanti di aziende farmaceutiche.
Sono state eseguite oltre 40 perquisizioni presso le abitazioni di soggetti coinvolti e presso le sedi di società farmaceutiche. Il gip di Parma ha avviato anche le pro cedure per accertare la responsabilità delle case farmaceutiche coinvolte nelle attività illecite. —
S.A.
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