Tentata estorsione da 1 milione Condanne per oltre cinque anni
Avevano incendiato l’auto di un noto imprenditore per ottenere il pagamento Il mandante patteggia. Rinviati a giudizio i complici dell’azione intimidatoria
PAVULLO
Si è concluso con due condanne e un patteggiamento il processo per tentata estorsione ai danni di un imprenditore di Serramazzoni, che si era rivolto ai carabinieri nell’agosto del 2017. La pena più grave, 3 anni, è stata inflitta a Salvatore Lionetti, 2 anni e 10 mesi a Salvatore Natale (entrambi con rito abbreviato), mentre A.S. ha patteggiato 1 anno e 2 mesi, con pena sospesa.
LA VICENDA
I fatti risalgono, come detto, all’agosto dell’anno scorso quando la vittima, un noto imprenditore di Serra, si era rivolta ai carabinieri. Aveva raccontato di essere stato avvicinato per strada e di avere ricevuto la richiesta di un pagamento di un milione di euro, onde evitare spiacevoli inconvenienti a lui e ai suoi familiari. L’uomo, seppur spaventato da tali minacce, aveva deciso di non pagare, ma di rivolgersi ai militari, che subito avevano avviato le prime indagini. E gli estorsori avevano mantenuto la “parola” data. Dopo circa un mese, verso fine settembre, avevano incendiato l’auto dell’imprenditore, una Hyundai che si trovava parcheggiata all’interno dell’abitazione della vittima, che ha resistito, senza sborsare un euro. Le indagini dei carabinieri si sono fatte più pressanti nel corso delle settimane successive, fino ad arrivare a identificare i persecutori dell’uomo e il mandante, arrestati a fine gennaio di quest’anno.
IL RETROSCENA
Le indagini di carabinieri di Pavullo e Procura di Modena hanno ricostruito il retroscena. Il mandante dell’operazione è stato identificato in A.S., allora 59enne, e legato da un rapporto di parentela con l’imprenditore di Serra. Tra i due vi erano stati forti attriti e quindi l’uomo aveva deciso di recuperare il denaro attraverso vie alternative. Ma come? Non avendo conoscenze nel mondo della microcriminalità, si era rivolto ad un “tuttofare” della Bassa, dove aveva agganci. E qui ha ingaggiato Natale Salvatore, 53 anni, personaggio noto alle forze dell’ordine che a sua volta ha arruolato Salvatore Lionetti, detto O’ Zingarone. Residente a Castelfranco ma originario del casertano, è infatti un tipo con un ampio “curriculum” che nel Modenese parte almeno dal novembre 2007, con una sparatoria, e passa per diversi arresti legati a estorsioni con metodi operativi di stampo mafioso. Sarebbe stato quest’ultimo il “regista” dell’incendio. L’operazione dei carabinieri della Compagnia di Pavullo, guidati dal capitano Nicola Puccinelli, ha interrotto la banda quando aveva in programma una nuova azione intimidatoria nei confronti di una familiare dell’imprenditore. Rinviati a giudizio i complici materiali della tentata estorsione. —
GIB-D.M.
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