Modena. Come Indiana Jones cercando Atlantide «Forse l’abbiamo trovata»
L’annuncio del film maker americano Michael Donnellan «È vicino a Gibilterra, sito identificato con tecnologie potenti»
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MODENA. «Abbiamo scoperto i resti della antica civiltà di Atlantide», ha annunciato ieri il film maker di Hollywood Michael Donnellan, grafico americano da anni modenese d’adozione. Un annuncio che Donnellan, collaboratore nelle produzioni di film di successo come Il Signore degli Anelli, Minority Report con Tom Cruise e X Men, ha fatto ieri annunciando al contempo la realizzazione di una serie di tre documentari che quanto prima verranno mostrati su scala planetaria.
La ricerca della civiltà-mito di cui parlò per primo Platone, citando forse fonti più antiche, aggiunge dunque un nuovo tassello grazie a questo 40enne novello Indiana Jones. Atlantide, infatti, ispira da decenni la letteratura contemporanea, la fantascienza, i fumetti, i videogiochi.
Per Michael Donnellan è tutta realtà: «Abbiamo lavorato dal 2016 insieme a Timothy Akers, capo ricerche dell’ente inglese Merlin Brurrows che ha potenti mezzi tecnologici e grosse risorse. Con loro e con il Modena centro prove, un laboratorio che fa analisi chimiche e servizi tecnologici in numerosi settori, abbiamo effettuato nel corso del tempo numerosi ritrovamenti in Egitto e in altra parti del mondo».
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Il novello Indiana Jones americano-modenese spiega spiega di avere ritrovato “galeoni antichi, tombe e altre oggetti del passato” prima di arrivare ad Atlantide. «A un certo punto - continua lo studioso - mi hanno chiamato in un’area dell’area estremo occidentale dell’Europa del sud e lì, grazie alla strumentazione e scan potentissimi in grado di realizzare quelle che possiamo chiamare delle Tac del terreno, abbiamo subito individuato strane forme circolari».
E aggiunge « Si tratta dei resti di Atlantide, così precisamente descritta da Platone: queste strutture circolari erano state cercate da numerosi altri studiosi, ma siamo stati fortunati perché solo negli ultimi due-tre anni esse sono meglio emerse dal terreno paludoso in cui le abbiamo individuate. Sono i resti del tempio di Poseidone che Platone dice di essere stato lungo uno ‘stadio’, ossia 184 metri e largo mezzo ‘stadio’. Abbiamo anche individuato i resti di un muro enorme che proteggeva questo tempio. Nella zona c’è una ampia baia che introduceva ad Atlantide, la capitale di una serie di isole circolari ».
Michael Donnellan non si è fermato qui, anzi i ritrovamenti per lui sono solo l’inizio di una avventura che sta per diventare cinematografica attraverso tre documentari realizzati in città: il primo è già pronto ed è stato proiettato ieri alla Fondazione San Carlo. «Si chiama Atlantica - spiega il regista di Los Angeles - e mostrerà tutto i nostri ritrovamenti relativi ad Atlantide».
Il filmato, mostrato insieme a un breve trailer che già gira su internet e i social, è all’avanguardia e appunto assomiglia ai tempi film di successo che il protagonista americano-modenese ha contribuito a creato. Le atmosfere sono quelle delle migliori serie tv e il linguaggio è quello dei grandi documentari della Bbc mentre Michael Donnellan nel video diventa un divulgatore alla Alberto Angela. Nel film si vedono i ritrovamenti avvenuti e davvero il filmato è interessante: ora occorrerà però consultare la comunità accademica degli archeologi e produrre agli esperti e alle riviste scientifiche le prove dei ritrovamenti. —
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