Fabrizio, il militare addestrato alla vita che sconfigge le emorragie mortali
Il 36enne Buccedi è tra i venti istruttori italiani abilitati «Vale per le stragi di terrorismo come per gli incidenti»
«L’unica cosa peggiore di una morte è una morte che si sarebbe potuta prevenire». È il motto che il 36enne carpigiano Fabrizio Buccedi condivide con i colleghi istruttori di B-Con (Bleeding Control for the Injured), una speciale tecnica di origine militare utilizzata per gestire un’emorragia massiva, cioè molto abbondante, e soccorrere la vittima in pochissimi secondi in attesa di soccorsi qualificati.
Sono 20 in tutta Italia le persone preparate a insegnare e mettere in pratica questa tecnica di soccorso, 5 in Emilia Romagna e Toscana: Fabrizio è uno di loro. «Sono arruolato nel corpo militare di Croce Rossa, oltre a svolgere servizio volontario in emergenza alla Cri di Carpi in ambulanza - racconta - È stato nella fase di addestramento che precede il giuramento che ho conosciuto il Bleeding Control, parte del “Tccc”, un nuovo metodo di approccio alle vittime sul campo di battaglia, in cui avevo già una specializzazione. Qual è la differenza con i metodi di soccorso tradizionali? Il B-Con si preoccupa espressamente dell’emorragia, prima che del trauma o della fratture del rachide, e può essere applicato in tanti campi, da quello civile alle forze dell’ordine al militare, dunque in casa, in azienda, nelle scuole, in Protezione Civile, in casi di infortuni sul lavoro, eventi terroristici, incidenti domestici, stradali, esplosioni. La prima causa di morte al mondo in caso di incidenti di questo tipo, infatti, sono le emorragie massive, che possono portare rapidamente alla morte».
Il metodo B-Con usa presidi relativamente nuovi e sdoganati da poco, in quanto derivano dal mondo militare. «Stiamo tentando di farli conoscere il più possibile - continua Fabrizio - Tutti vengono abilitati all’uso del defibrillatore: perché non di questi presidi che tra i 30 e i 120 secondi permettono di fermare un’emorragia che potrebbe risultare fatale? L’intento è proprio quello di renderli di uso comune come è accaduto per il defibrillatore, all’inizio anch’esso poco o nulla utilizzato. Qualche settimana fa, nel milanese, un ciclista si è reciso un’arteria in un incidente e i vigili lo hanno salvato applicando tre cinturoni. Certo, i cinturoni richiedono tempo, mentre il metodo B-Con usa il tourniquet, uno speciale laccio dotato di mandrino per stringerlo attorno all’arto ferito, oltre che speciali garze per i sanguinamenti interni».
Ad oggi, questi speciali dispositivi sono indicati soprattutto per persone comuni, cui può capitare di vedere una persona in emergenza in attesa dei soccorsi. «Il problema è che in Italia il metodo non è ancora conosciuto, oltre al fatto che i presidi possono anche essere ritenuti invasivi, per cui possono essere applicati solo da sanitari a meno che, come dicevo, non ci sia uno stato di necessità per cui non aiutare la vittima di un incidente in attesa dell’ambulanza ne può pregiudicare la vita. Perciò realizziamo corsi di formazione gratuiti. Info a infostopthebleed.toscoemiliano@gmail.com». —
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