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Green Village in liquidazione Che ne sarà dell’ex Sipe?

FRANCESCO DONDI
Green Village in liquidazione Che ne sarà dell’ex Sipe?

Hera avvia un pignoramento immobiliare contro la società proprietaria dell’area Il Comune sollecita la procedura al Tar per ottenere un eventuale risarcimento

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SPILAMBERTO

Sono passati ormai 15 anni da quando prendeva forma l’ambizioso progetto di riqualificazione dell’ex Sipe. La vecchia polveriera e tutta l’area circostante sarebbe dovuta diventare un gioiellino architettonico, che ora si sostanzia soltanto nel Tecnopolo realizzato con fondi pubblici, come ipotizzato dalla società Green Village. E invece la zona delle “basse” resta abbandonata con i suoi imponenti edifici in decadenza e vincolati su cui nessuno può ormai fare nulla. I rapporti tra Green Village e i Comuni (Spilamberto, Vignola e Savignano) si sono irrimediabilmente compromessi dopo la vertenza processuale in cui la società con base anche a San Marino aveva chiesto un risarcimento da oltre 80 milioni di euro. Il Tar aveva bocciato l’istanza e l’ex Sipe era tornata nella piena disponibilità di Green Village.

SOCIETà IN LIQUIDAZIONE

Dall’8 marzo la srl risulta in scioglimento e liquidazione e a maggio il Comune di Spilamberto è venuto a conoscenza del fatto che Hera Comm ha promosso una procedura esecutiva immobiliare di vendita forzata per un credito di qualche decina di migliaia di euro. Sarà il tribunale a dover decidere nell’udienza della prossima settimana. Ma ad ingarbugliare il quadro generale ci sono anche delle ipoteche a favore di alcuni istituti bancari i quali potrebbero intervenire nella procedura per reclamare una quota del ricavato.

Semplificando: c’è una vicenda legale che vede due attori protagonisti (Hera Comm e Green Village) e altrettanti spettatori particolarmente interessati (banche e Comuni). Ma i municipi non hanno alcun appiglio giuridico per poter partecipare alla procedura esecutiva, con il rischio di rimanere esclusi da un’eventuale liquidazione del proprio credito.

la richiesta di risarcimento

Per comprendere nel dettaglio il ginepraio bisogna fare un altro passo indietro. Dopo la decisione del Tar, che bocciava l’istanza di risarcimento milionario avanzato da Green Village nei confronti dei Comuni, a Spilamberto si è scelto di procedere con una richiesta di risarcimento danni per tutti i ritardi e i disagi cagionati in questi quasi 15 anni di attese, accordi modificati, impegni non rispettati e accuse reciproche. La quantificazione economica è stata avanzata di nuovo al Tar dove il ricorso è giacente da gennaio 2018. Conoscendo i tempi burocratici, c’è il rischio che il tribunale amministrativo prenda in considerazione l’istanza anche tra qualche anno e quindi il Comune resterebbe escluso dall’imminente procedura esecutiva in tribunale a Modena. È per questo che la Giunta guidata dal sindaco Umberto Costantini si è di nuovo rivolta all’avvocato Benedetto Graziosi del Foro di Bologna, che dovrà tentare di far valere l’urgenza del ricorso davanti al Tar. I tempi sono piuttosto stretti ma è l’unica possibilità per ottenere un titolo giuridicamente valido e utile ad entrare nel grande calderone dei creditori di Green Village.

Incertezza suL FUTURO

Cosa sarà dell’imponente area di oltre 400mila metri quadrati, dove erano previsti un centro commerciale e vari edifici residenziali, è ancora tutto da decifrare. Come del resto rimangono gli interrogativi sulla costosa bonifica. Ma il passaggio in tribunale a Modena potrebbe rendere più limpidi gli scenari perché un’eventuale procedura fallimentare porterebbe all’asta i terreni che da troppo tempo necessitano di un piano credibile di riqualificazione. —

FRANCESCO DONDI

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