Il comitato dei genitori vuole sancire la pace «Ritroviamo l’unità»
Dopo gli esposti, le manifestazioni e le pesanti critiche «È ora di sciogliere ogni fazione per il bene dei bambini»
SERRA
Invita a sotterrare l’ascia di guerra a Serra il Comitato Scuole Nuove e Sicure, nella prima nota ufficiale sulla situazione dopo la protesta del 17 settembre. L’invito è a raccogliere l’appello alla collaborazione lanciato nell’incontro di lunedì sera dal sindaco di San Prospero Sauro Borghi, che nel ripercorrere l’esperienza del terremoto della sua terra aveva sottolineato l’importanza della solidarietà e della collaborazione per far fronte all’emergenza.
«In questo momento Serra ne ha un assoluto bisogno - scrive il Comitato - perché certo, non è un paese terremotato, non ci sono vittime, non ci sono macerie... Ma i bimbi hanno dei diritti, e importantissimo tra questi il diritto all’istruzione in posti sicuri. Forse non perfetti, ma sicuri».
Chiara in questo la rivendicazione da parte del Comitato di una correttezza di operato nella presentazione degli esposti alla Procura che hanno condotto ai sequestri. Quando in paese tanti continuano a discutere sul fatto che l’azione sia stata un bene per la comunità. Da parte propria, il Comitato sottolinea ancora che le difficoltà sono state generate «da azioni legali e provvedimenti giudiziari necessari (scritto in maiuscolo, ndr) per la sicurezza e la salvaguardia di bimbi e personale didattico».
Quindi, nel ricordare lo sforzo compiuto dalla gente di San Prospero «nel non arrendersi e nel guardare avanti non solo per se stessi», l’appello rivolto alla comunità serramazzonese: «Vogliamo sperare di ritrovare una traccia di tutto questo anche in noi e nei nostri concittadini, fronteggiando insieme le difficoltà, condividendo le soluzioni, evitando azioni e sentimenti di rabbia e sfiducia. Nel nostro piccolo vogliamo credere che anche questa volta l’amore per i nostri figli riesca in un piccolo miracolo: abbattere muri ostili, dimenticare i colori, evitare la polemica e sciogliere ogni fazione (così a chiare lettere, ndr), perché i nostri figli imparano da noi e il regalo più bello che possiamo riuscire a fare è quello di essere insieme gli artefici di una vera rinascita». —
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