La Bassa è in emergenza Già molti i casi segnalati e ora il primo decesso
A Cavezzo un 50enne in coma e una commessa ricoverata Poi i malati a Camposanto e il racconto dell’esponente del Comitato Sisma 12
MIRANDOLA
Se Angelo Gozzi è il primo decesso per West Nile nella Bassa, molti altri sono stati quelli infettati dal virus in estate, senza tuttavia aver trovato la morte ma aver però scatenato una vera e propria emergenza. Un’emergenza che ha avuto inizio con una 30enne di Cavezzo, dipendente di una pizzeria con sedi sia nel suo paese di residenza che a Mirandola, la quale, dopo aver contratto il virus, ha imposto un’ imponente opera di disinfestazione in entrambi i Comuni. Poi il caso più grave. Quello di un altro cavezzese di 50 anni, operaio, ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Carpi, dopo aver sofferto di terribili convulsioni dovute proprio alla West Nile che lo hanno condotto infine ad un coma irreversibile. Ed è sempre a Cavezzo che si è verificato tempo fa l’ennesimo caso. Ad aver contratto la febbre del Nilo, stavolta, è stato un conosciuto attivista di “Sisma 12”. Anche Camposanto, poi, non è uscita indenne dall’epidemia West Nile con due casi accertati e due sospetti. Tra fine luglio ed i primi di agosto, infatti, una pensionata residente in paese ha rischiato di morire dopo aver contratto il virus. Un calvario durato un mese - tra ricovero all’ospedale di Mirandola e al Policlinico - terminato a settembre quando la donna, le cui condizioni sono fortunatamente migliorate, è stata infine dimessa.
L’altro caso accertato quello dell’ennesimo pensionato. Camposantese d’origine, ma residente a Concordia, il quale ha contratto la febbre del Nilo in misura meno grave ed ha potuto curarsi a casa dopo che il medico di base gli ha prescritto una terapia a base di cortisone. C’è poi chi ha destato preoccupazione in quanto i sintomi che presentava erano riconducibili alla West Nile. E’ successo ad un 69enne, sempre di Camposanto, che a settembre è stato tenuto in osservazione all’ospedale di Mirandola per sospetta West Nile. Come un brutto periodo ha trascorso una compaesana, pensionata, che, tra fine luglio ed i primi di agosto, ha accusato gravi problemi di salute con sintomi riconducibili alla febbre del Nilo. Un quadro inquietante che ha suscitato apprensione e polemiche tra la cittadinanza, anche per quanto concerne la disinfestazione. —
VALENTINA CORSINi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google