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La West Nile uccide il barbiere di Quarantoli quarta vittima modenese

Alberto Setti
La West Nile uccide il barbiere di Quarantoli quarta vittima modenese

Il mirandolese Angelo Gozzi stava male dall’8 agosto. È deceduto al Policlinico Il figlio: «In terapia intensiva assistito da angeli». Aveva 76 anni. Oggi i funerali

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MIRANDOLA «C’è una sola cosa che teniamo a dire. Ovvero che nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico abbiamo incontrato degli angeli. Persone che sono state vicine a mio padre e a noi, assecondandoci, e dandoci ogni sostegno materiale, morale e psicologico». Moreno Gozzi, parrucchiere di Quarantoli, ha gli occhi lucidi ma la voce ferma, quando racconta di suo padre Angelo, per tutti Angiolino, e dell’assistenza che ha ricevuto in queste settimane. Angelo Gozzi, 76 anni, una istituzione a Quarantoli, dove ha tosato e fatto la barba a generazioni, e dove erano proverbiali la sua passione per la Juventus e per la giovialità, è la quarta vittima modenese accertata del virus West Line. Il primo ufficiale in una Bassa modenese dove l’emergenza zanzare (dalle esotiche “tigre” alle comuni “culex” ) quest’anno si è moltiplicata, facendo registrare parecchi casi di infezione, alcuni davvero gravi.

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«Prima stava bene, non sappiamo dove possa essere stato punto - dice il figlio - in giardino qui a casa, in via Valli, al bar... Oppure nei suoi viaggetti abitudinari qui intorno, a Concordia e San Possidonio».

Il problema è emerso sornione l’8 di agosto, quando Angelo, per tutti “Angiolino, al barber ad Quarentul” ha accusato i primi sintomi.

«Febbre alta, scambiata all’inizio per una influenza - prosegue Moreno. Aveva sempre tra 38,5 e 39, prendeva gli antibiotici e quando prendeva la tachipirina la febbre calava, ma dopo mezz’ora eravamo daccapo...».

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Fino alla decisione, il 15 agosto, di rivolgersi con la moglie al pronto soccorso dell’ospedale di Mirandola.

«Anche loro hanno pensato ad una influenza, lo hanno dimesso, ma l’indomani mia madre lo ha riaccompagnato al Pronto soccorso. Stava male, aveva una sorta di delirio, non riusciva a dire le parole giuste, pur avendo ancora lucidità. Abbiamo insistito, ed è stato ricoverato».

Il figlio fa i complimenti anche al reparto di Medicina dell’ospedale di Mirandola: «Poco dopo il ricovero ha avuto un peggioramento, lo hanno curato con ogni attenzione, stabilizzandolo. Avevano già i primi riscontri, ma vista la situazione dopo alcuni giorni, il 18 agosto, hanno deciso di trasferirlo nel reparto di malattie infettive a Modena. Dove la situazione ormai compromessa è ulteriormente peggiorata. Dal 20 di agosto era in Terapia Intensiva. Negli ultimi tempi ci avevano dato poche speranze, nonostante ogni possibile assistenza».

Angiolino è deceduto nella notte tra mercoledì e ieri.

Quarantoli gli darà l’addio oggi alle 15 nella chiesa provvisoria della frazione mirandolese. Chi vorrà salutare questo istrionico e sorridente amico di tutti potrà farlo fino alle 11 anche presso le camere ardenti del Policlinico.

Angelo lascia la moglie Maura Muracchini e i due figli, Moreno e Caterina (detta Catia), cui vanno le condoglianze della Gazzetta.

E la disgrazia che ha colpito questa famiglia dovrà essere di monito per ottimizzare una battaglia, contro la diffusione di questi virus, che nella Bassa comincia a farsi davvero una battaglia di vita. —
 

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