Oden Fontana, il “sopravvissuto” «Mi avevano dato per spacciato»
LA STORIAmirandolaVivo per miracolo. Questo il sunto dell’intervista che il mirandolese Oden Fontana, con la moglie Carla Gavioli, vice presidente della Consulta comunale del volontariato, ha...
LA STORIA
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Vivo per miracolo. Questo il sunto dell’intervista che il mirandolese Oden Fontana, con la moglie Carla Gavioli, vice presidente della Consulta comunale del volontariato, ha rilasciato all’ Indicatore mirandolese, in pubblicazione in questi giorni. «Quando finalmente sono uscito dall’ospedale - racconta l’uomo che quest’estate è rimasto a lungo tra la vita e la morte a causa della West Nile - i medici mi hanno detto che non avrebbero scommesso sulla mia sopravvivenza...». Fontana, 71 anni, molto conosciuto a Mirandola per la sua attività di progettista nell’azienda di famiglia, per l’impegno nel volontariato e per la sua passione di fotografo, adesso è in netta ripresa.
«Era il 16 luglio, stavo lavorando a un progetto e avevo la febbre a 37,5. Ho preso della Tachipirina, ma la temperatura aumentava. Mi sono rivolto al mio medico: mi ha dato dell’antibiotico. Al sabato, con la febbre fino a 39/40, sono andato al Pronto Soccorso. Dopo alcuni esami negativi, una dottoressa mi ha spiegato che era meglio recarsi al reparto di Malattie infettive del Policlinico, dove lunedì 23 mi hanno ricoverato in stato di incoscienza: mi hanno preso per i capelli». A questo punto prosegue la moglie, perché fino a sabato 28 il cervello di Oden è rimasto nel più completo “buio”, con febbri che hanno raggiunto i 40,8 gradi: «Quel sabato i medici hanno scoperto che si trattava di West Nile. Nel frattempo mio marito ha ripreso conoscenza: non parlava e non si muoveva, ma mi guardava con occhi spaventati. Poi il 12 agosto siamo tornati a casa. Al Policlinico, dove erano ricoverate altre tre persone con West Nile, sono stati davvero bravi e competenti». «Non ero debilitato chiude Oden - Con mia moglie eravamo tornati da tre settimane di vacanza in Salento e la domenica prima del ricovero ero stato al lago. Ho perso 12 chili e l’appetito è calato, non guido e non faccio le scale da solo. Ho passato momenti di demoralizzazione poi, grazie a Carla, ho ripreso fiducia». —
VALENTINA CORSINI
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