Palestra e terremoti Bagarre in Consiglio sul piano sicurezza
GUIGLIA Son state scintille mercoledì sera in Consiglio alla discussione della mozione presentata dall’opposizione guidata da Marcello Graziosi e Monica Amici sulla questione palestra, per chiederne...
GUIGLIA
Son state scintille mercoledì sera in Consiglio alla discussione della mozione presentata dall’opposizione guidata da Marcello Graziosi e Monica Amici sulla questione palestra, per chiederne l’immediata chiusura (a fronte delle criticità emerse sul fronte antisismico) e l’istallazione di una tensostruttura temporanea per consentire il proseguimento delle attività.
Il documento è stato bocciato, ed è viva la coda polemica: «La mozione, discussa con un inconcepibile ritardo di due mesi, è stata respinta perché sarebbe costato almeno 100mila euro montare una tensostruttura provvisoria - incalza l’opposizione - i consiglieri di maggioranza hanno preferito lasciare aperta una palestra con un tetto pesante molte tonnellate e con elementi slegati tra loro che alla minima vibrazione possono cadere. In altri municipi i sindaci hanno chiuso le strutture che presentavano problemi di scarsissima resistenza ai terremoti e stanno procedendo a ristrutturazione. A Serramazzoni è intervenuta anche la magistratura che ha messo sotto sequestro un edificio scolastico. A Guiglia niente di tutto ciò. I lavori si faranno il prossimo anno, realisticamente a primavera, e la palestra adesso va bene così con il tetto nella classe peggiore di resistenza al sisma».
«La mozione è stata discussa nel primo Consiglio utile - ribatte il sindaco Iacopo Lagazzi - e in quest’arco di tempo abbiamo vinto un bando per la riqualificazione degli impianti sportivi, ottenendo dalla Regione di poter effettuare uno stralcio dei lavori in anticipo per velocizzare i tempi di messa in sicurezza della palestra. Non pare di ravvisare sottovalutazione di alcuna delle parole contenute nella valutazione di vulnerabilità. La mozione è stata respinta alla luce di quanto si sta facendo, non per i costi di una tensostruttura che tra allestimenti e messa a norma sarebbe disponibile dopo Natale, periodo in cui sono già previsti gli interventi di messa a norma di cui sopra».
«L’opposizione - punge a sua volta Lagazzi - non ha ancora ben compreso che il divario tra il dire e il fare e le interrogazioni ad effetto, spesso su problemi annosi mai affrontati negli anni scorsi, non solo evidenziano un certo “disappunto” per l’esito delle consultazioni elettorali di giugno, ma tolgono molta credibilità a chi dovrebbe operare per il bene del paese». —
D.M.
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