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Referendum e fusione Rete Imprese si schiera e tifa per chi sostiene il Sì

Rete Imprese scende in campo nella partita referendaria sulla fusione Lama-Montecreto, prendendo nettamente posizione per il Sì in una nota congiunta a firma Lapam, Cna, Confesercenti e Confcommercio...

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Rete Imprese scende in campo nella partita referendaria sulla fusione Lama-Montecreto, prendendo nettamente posizione per il Sì in una nota congiunta a firma Lapam, Cna, Confesercenti e Confcommercio Fam.

«Diciamo Sì alla fusione – scrivono le associazioni di categoria - che avrebbe come conseguenza quella di poter mettere in campo quasi 8 milioni di investimenti senza vincoli».

Esprimendo «incondizionato appoggio» al Comitato del Sì, gli imprenditori precisano: «Avremmo auspicato un referendum su una fusione più corposa e capace di coinvolgere un numero maggiore di Comuni del nostro Appenino, ma quella tra Lama Mocogno e Montecreto rappresenta un primo importante passo per tornare a fare investimenti a favore delle nostre comunità e semplificare la vita alle imprese e ad i cittadini».

«Siamo convinti che i campanilismi non abbiamo più senso - notano gli imprenditori - e che si possa difendere e tutelare l’identità dei piccoli centri del nostro Appennino cogliendo al contempo quelle opportunità economiche e di crescita derivanti dalla fusione del comuni. Andando quindi, e come prevede la legge, oltre la mera gestione associata di alcuni servizi».

Il fattore contributi resta essenziale per le associazioni di categoria: «Sono soprattutto i vantaggi economici derivanti da un processo di riorganizzazione istituzionale, così come prospettato dal referendum, a rendere l'opzione della fusione indifferibile, i contributi messi a disposizione dalla Regione e l’esenzione per cinque anni dal Patto di Stabilità (regola per cui, per contribuire al risanamento dei conti pubblici nazionali, ai Comuni viene chiesto di incassare di più di quanto spendono), aumenterebbero infatti in modo considerevole le leve finanziarie a disposizione del Comune fuso e consentirebbero di tornare finalmente a investire sul territorio».

Da parte sua il Comitato del No continua invece a sostenere che non si può fare una scelta che dura per sempre in base a un contributo che si esaurisce nei dieci anni: ieri è stato pubblicato un volantino dove un pesciolino si ritrova in acqua un’esca a forma di euro e la guarda perplesso: «I soldi sono l’esca, ma non ti fanno vedere l’amo» scrive il gruppo, rinnovando l’appello a recarsi alle urne domenica (dalle 7 alle 23) perché «non votare è come votare Sì». —

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