Richetti scende in campo e punta alla segreteria del Pd
Il senatore modenese sfida Zingaretti: «Serve discontinuità per un vero rilancio» E a livello locale la novità accende la sfida tra Braglia e Tomei per la Provincia
Non che ci fossero troppi dubbi, ma sei mesi dopo l’evento creato all’Acquario di Roma è arrivata anche l’ufficialità: dopo un intenso tour in giro per l’Italia - e con diverse date che sono ancora in programma - per incontrare imprenditori, giovani e associazioni (politici un po’ meno), Matteo Richetti ha annunciato la sua “discesa in campo” per la segreteria nazionale del Partito democratico.
Sarà il parlamentare di Fiorano, insomma, il primo degli sfidanti di Nicola Zingaretti, il governatore del Lazio che il 13 e 14 ottobre a Roma lancerà la sua campagna congressuale.
Una conferma arrivata ieri, con un’intervista al “Corriere della Sera” che ha chiuso il cerchio sei mesi dopo l’evento dell’Acquario romano che ha lanciato la cavalcata di Richetti a suon di “Harambee”, termine che in lingua swahili significa “oh, issa”. E oltre al titolo del suo ultimo libro è lo slogan che ha accompagnato una serie di incontri che Richetti ha tenuto in questi mesi in tutte le province italiane.
«Ci candidiamo alla guida di questo partito - queste le parole usate del senatore di Fiorano - e uso il plurale, perché è una scelta che abbiamo fatto dopo mesi di lavoro sul territorio, con un movimento di idee e di persone che attorno ad “Harambee” ha aggregato storie e progetti diversi e che ora è al servizio del rilancio del Pd».
Secondo Richetti, dunque, oggi il partito deve «recuperare passione e credibilità, e solo una nuova classe dirigente può provarci». Un accenno anche a Matteo Renzi, da cui Richetti, da sempre vicino all’ex premier e segretario, dovrà prendere le distanze per dare un segnale di discontinuità, visto che la parola d’ordine della candidatura sarà “diversamente”: «Renzi e Delrio sanno entrambi del lavoro che sto facendo - spiega ancora il parlamentare - e del progetto che sto costruendo. Io annuncio una candidatura, e questo è un punto di partenza: spero che in tanti si aggiungano».
Ma quali sono state le reazioni modenesi alla candidatura del Matteo di Fiorano? Se la segreteria provinciale per ora non batte ciglio - del resto, il segretario Fava è impegnato in una fitta rete di incontri con i sindaci per individuare il candidato alla presidenza della Provincia, visto che mercoledì prossimo le candidature si chiuderanno - i più attivi sono i dirigenti democratici da sempre vicini a Matteo Richetti, a partire dall’assessore al Centro storico Ludovica Carla Ferrari, che ieri ha iniziato a promuovere il candidato modenese con una serie di messaggi e “tweet”, così come l’ex segretario provinciale Paolo Negro, che in questi giorni ha aumentato il pressing su Fava per promuovere la candidatura del sindaco di Palagano Fabio Braglia a presidente della Provincia. Perché la candidatura di Richetti al congresso nazionale ha avuto più o meno volontariamente anche un altro effetto: quello di trasformare la proposta di Braglia, in ballottaggio con il collega di Polinago Gian Domenico Tomei per la presidenza dell’ente di viale Martiri, in una sorta di mozione congressuale, accendendo ancora di più la sfida tra i cattolici modenesi. —
LUCA GARDINALE
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