«Troppi marchi modenesi passano in mani straniere»
Il presidente Gorzanelli dopo la cessione di Spm: «In Italia le pmi sono diventate bancomat della cattiva politica, si può lacerare il rapporto tra aziende e territorio»
La notizia del passaggio di proprietà dell’azienda Spm Drink Systems di Spilamberto dalla famiglia Grampassi al colosso svedese Electrolux non ha lasciato indifferenti anche gli imprenditori e i funzionari dell’associazione di imprese Confimi Emilia, che hanno appreso dalla Gazzetta di Modena della cessione dell’impresa a un grande Gryppo straniero.
«Non una notizia negativa - dice Confimi Emilia - ma una notizia che porta gli associati di Confimi a riflettere su quanto sta accadendo nei meandri più intimi della nostra imprenditoria. Parlando in generale, si può sintetizzare dicendo che i nonni hanno gettato le basi, i padri l’hanno costruita, i figli invece sono indecisi tra vendere e chiudere. Una verità che colpisce l'universo del manifatturiero emiliano. Il mondo cambia e, spesso, non in meglio».
Sul tema, certamente molto sentito nelle realtà imprenditoriali modenesi e non solo, interviene Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Emilia e titolare dell’azienda Margen di Maranello.
«Aziende importanti sono passate in mani straniere - dice Gorzanelli - marchi storici modenesi o reggiani che cambiano bandiera e che vanno altrove, tutto questo mi ha fatto riflettere. Perché i giovani imprenditori non possono fare a meno di chiudere o di vendere? Certo, fortunatamente non è una regola, ci sono tantissimi figli d’arte che portano avanti in maniera brillante l’azienda di famiglia. Però spesso leggo notizie di questo tipo. Non è il caso della Spm, ma sempre con maggiore frequenza vedo colossi del manifatturiero nostrano espatriare altrove. Probabilmente è colpa nostra, forse non siamo riusciti a costruire una classe dirigente in grado di fare da scuola ai giovani imprenditori, a questo aggiungo che in Italia è sempre più difficile fare questo mestiere, le piccole e medie imprese sono diventate il bancomat della cattiva politica».
Gorzanelli aggiunge poi alcune riflessioni legate a questi espatri di noti marchi: «Aziende che restano a Modena ma che cambiano bandiera. Ma siamo sicuri che questi gruppi manterranno legami forti con il nostro territorio? Oppure potrà accadere che si affideranno a nuovi fornitori? Rischiamo di lacerare il rapporto tra le aziende più importanti della zona e il territorio. Il problema principale - conclude Gorzanelli - è legato alla capacità di aiutare i giovani imprenditori a subentrare in cabina di regia, affronteremo questo problema insieme, in Confimi, per cercare di trovare delle soluzioni». —
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