Vicenda amianto Sotto processo ci va Masotina
Camposanto. Il presidente del consiglio di istituto accusato di diffamazione dal sindaco di San Felice
SAN FELICE
L’ex candidato sindaco e consigliere comunale dei Cinque Stelle a Camposanto, Francesco Masotina, oggi presidente del Consiglio di istituto comprensivo di San Felice e Camposanto, è imputato per diffamazione ai danni del sindaco di San Felice, Alberto Silvestri. Ieri Silvestri, patrocinato dall’avvocato Roberto Mariani, si è costituito parte civile alla prima udienza del processo, rinviata per il dibattimento. Mariani è lo stesso legale che con il collega Giorgio Pighi difende Silvestri nel processo Meta, dove invece il sindaco è imputato per i falso, concorso in omicidio colposo e abuso edilizio.
La querela a Masotina (difeso dall’avvocato Fausto Gianelli) è stata deliberata dall’amministrazione comunale che ha autorizzato e avallato l’azione e le relative spese. Una situazione particolare, trattandosi oggi del rappresentante istituzionale dei genitori. La vicenda che riguarda l’imputato Masotina (il quale da tempo ha abbandonato l’impegno politico con i Cinque stelle) riguarda poi un tema di grande rilevanza per tutta la Bassa. Ovvero l’inchiesta Aemilia e la contaminazione all’amianto del territorio, per cui sono imputati al processo Aemilia l’imprenditore Bianchini e la famiglia.
Sulla vicenda amianto e sul comportamento di certi Comuni si è a lungo discusso dopo gli arresti di Aemilia, e anche dopo alcune “rivelanti” testimonianze nel corso del processo, come quella degli operatori di Arpae che scoprirono la contaminazione e quella dell’amministratore giudiziario nominato dal giudice, che si è ritrovato a gestire la famosa “montagna di amianto” a San Felice e la bonifica delle centinaia di sacchi contenenti terriccio contaminato di fatto abbandonati al campo di San Biagio.
Di cosa è accusato Masotina? Di diffamanti affermazioni in replica alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Silvestri, a proposito dell’efficacia dei controlli nella vicenda infiltrazioni di mafia-amianto.
Masotina, che sulla famosa montagna di amianto ha dedicato azione politica, atti ed esposti, accusava in sostanza il sindaco di essere stato invece compiacente con i Bianchini: «Stava autorizzando una discarica a cielo aperto... all’azienda delle tre persone arrestate». E accompagnava queste considerazioni con parole forti, del tipo “sbruffone”.
Il sindaco nella querela afferma tra l’altro che «quando ho saputo di probabili illeciti commessi dall’impresa Bianchini ha interessato la Procura e con essa ha interagito... Quando l’amministrazione ha ricevuto dalla Prefettura la comunicazione dell’interdittiva antimafia nei confronti della Bianchini è immediatamente receduta dal contratto di appalto di un’opera pubblica... Quando l’amministrazione è stata avvisata della qualità di persona offesa della fissazione dell’udienza avanti al tribunale di Modena per l’illecita gestione del materiale contaminato da amianto la Giunta ha deliberato di costituirsi parte civile... Questi sono i fatti». E aggiunge a proposito dell’amianto che il sindaco «si è sempre e solo preoccupato di tutelare la pubblica incolumità, ordinando ai trasgressori gli interventi necessari»... «L’intera procedura amministrativa fu condotta nel pieno rispetto della normativa...». È chiaro che sarà un processo interessante, ben al di là delle espressioni colorite o volgari di Masotina. Prossima udienza a marzo 2019. —
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