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LA CHIESETTA DI VIA EMILIA EST 

C’era una volta S.Lazzaro un gioiellino che da 10 anni è in attesa di un restauro

Stefano Luppi
C’era una volta S.Lazzaro un gioiellino che da 10 anni è in attesa di un restauro

Chiuso dopo un atto incendiario l’edificio che risale al XII secolo presenta anche notevoli crepe Il progetto per i lavori fermo in Soprintendenza

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Un edificio sacro, l’unico resto dell’antico lebbrosario del XII secolo, che rischiamo seriamente di perdere visto il suo degrado e la situazione altamente compromessa.

La chiesa di San Lazzaro, in via Emilia Est nei pressi dell’incrocio con strada Saliceto Panaro, è chiusa infatti da ben dieci anni e sia la facciata che l’abside presentano notevoli crepe.

Il motivo della sua chiusura risale al 2010, a causa di un incendio doloso che ha lasciato da allora pesanti chiazze nere su parte dei muri affrescati interni. Il terremoto di due anni dopo ha fatto il resto, anche se l’edificio pur essendo una delle otto chiese di proprietà comunale non è stato poi compreso tra quelli da restaurare con fondi del sisma.

Dal momento della chiusura, però, il Comune non ha ancora proceduto con altri fondi come conferma anche il parroco di San Lazzaro nuova don Raffaele: «San Lazzaro di via Emilia è stata chiusa prima del sisma, subito dopo il terremoto e mi pare che la situazione non sia cambiata da allora. Io sono in San Lazzaro da poco, ho ereditato la situazione, ma mi sembra che il fatto che non sia finita tra le chiese terremotate ha fatto sì che tutto sia fermo. Non dipende da me, ovviamente, ma penso che lì non ci siano problemi strutturali».

Al momento dell’incendio, con distruzione di un affresco del 1523 realizzato dai fratelli Setti, il Comune spiegò nel 2010: «Un nuovo intervento conservativo è stato da predisposto e sono già stati eseguiti sondaggi e carotaggi per una prima campagna diagnostica. Il restauro, previsto per l’autunno di quest’anno (otto anni fa, appunto, ndr.) è slittato al prossimo per ragioni finanziarie e per i tempi di approvazione della Soprintendenza».

Anche Italia Nostra di recente ha protestato: «Se non si interviene uno dei pochi cicli parietali rinascimentali di destinazione chiesastica ancora in loco in area urbana rischia di andare irrimediabilmente perduto insieme alla testimonianza di quanto rimane nella nostra città dell’antica cappella che faceva parte dell’istituzione degli ospedali di San Lazzaro». —

Stefano Luppi

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