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il referendum di domani 

La fusione Lama-Montecreto divide cittadini e comitati

Daniele Montanari
La fusione Lama-Montecreto divide cittadini e comitati

Ultimi colpi della battaglia elettorale. Il fronte del Sì: «Le imprese sono con noi» Il fronte del No: «Solo marketing politico, a danno dei servizi e del paese debole»

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Ultimi affondi sulla fusione tra Lama Mocogno e Montecreto in vista del voto di domenica. Il fronte del Sì rilancia dopo aver incassato l'appoggio di Rete Imprese: «Il mondo del lavoro è con noi, riconosce la reale possibilità di sviluppo che la fusione è in grado di mettere in campo per il futuro – dice il presidente del comitato Oreste Tonozzi – lo dimostra anche il gesto dei sindacati di pochi giorni fa, nel riunire i propri associati per parlare di fusione».

«Se l’imprenditoria, volano delle possibilità lavorative, è unanimemente a favore della fusione, allora è chiaro che il progetto è vincente per rilanciare la vita in montagna» osservano dal comitato. «A new start, un nuovo inizio, è ciò di cui abbiamo bisogno perché le nostre famiglie possano continuare a vivere qui e ad avere i servizi» aggiunge Francesca Bellei.

Il fronte del Sì capovolge la prospettiva di chiusura di uffici paventata dal No: «Servizi di gestione nazionale e imprenditoriale quali gli uffici postali, le filiali bancarie e le botteghe, chiuderebbero solo in caso di calo della popolazione ed è proprio questo il panorama catastrofico che il comitato “Sì al Futuro” cerca di evitare».

«Sarebbe stata bella una fusione a più Comuni – aggiunge Tonozzi – ma purtroppo non c’è stata adesione al progetto da parte delle amministrazioni limitrofe, che non hanno nemmeno portato la proposta nei rispettivi Consigli comunali. Fortunatamente però in futuro la fusione potrebbe allargarsi».

Il fronte del No interviene con il gruppo “Lega Frignano” costituito in Unione da Simona Magnani e Gabriele Nizzi, che bollano come “balzana” questa idea di fusione: «È palese – commentano - come derivi esclusivamente dalla necessità di mettere nella vetrina del Pd regionale un traguardo di fusione che ancora manca nel palmarès della provincia modenese. Due realtà diverse, così distanti per interessi economici e territorialità, che condividono la sola peculiarità di appartenere a quelle meravigliose realtà che sono i piccoli Comuni italiani».

Realtà che in questi ultimi anni «hanno dovuto contrastare una politica di governo Pd palesemente ostile: sono sopravvissuti a patto di stabilità, taglio dei trasferimenti statali e blocco del turnover. Proprio adesso che con fiducia, forti anche delle parole del sottosegretario Giorgetti all'Anpci, si guarda a un maggior sostegno alle realtà comunali più piccole, non ci si può gettare nel buio e nell’incertezza di quel che nascerà da una fusione». Magnani e Nizzi guardano in particolare alla realtà di Montecreto, «destinata a tramontare all’ombra del Comune capofila, vedendosi di fatto “assorbita” per molti servizi comunali e rappresentatività politica da Lama Mocogno».

«Perché – continuano - costruire un nuovo carrozzone, magari delocalizzato verso la realtà centrale più popolata, quando esiste già un ente vasto in grado di rappresentare la forza di un bacino di 40mila residenti della montagna come l’Unione? No alle fusioni e Si all’Unione. Facciamo funzionare questo ente quale concreto sostegno tecnico e amministrativo ai nostri Comuni montani». —



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