Gazzetta di Modena

Modena

Check In

Naufrago da trent’anni espulso dalla sua isola e costretto alla “civiltà”

Naufrago da trent’anni espulso dalla sua isola e costretto alla “civiltà”

Un vecchio naufrago, unico inquilino dell’isola giapponese di Sotobanari, nell’arcipelago di Okinawa, è stato costretto ad abbandonare il suo Paradiso in terra e a tornare alla civiltà. Ottantadue...

2 MINUTI DI LETTURA





Un vecchio naufrago, unico inquilino dell’isola giapponese di Sotobanari, nell’arcipelago di Okinawa, è stato costretto ad abbandonare il suo Paradiso in terra e a tornare alla civiltà. Ottantadue anni suonati, oltre trenta da quando ha scelto di vivere in solitudine, Mafasumi Nagasaki, non voleva saperne di infilarsi nei panni del mondo civile che aveva deliberatamente abbandonato per abbracciare la nuda routine della natura. Ciononostante è stato espulso. Senza appello. Per iniziativa del governo la sua casa oggi è a Ishigaki e da ora in poi, anche se non capisce perché, dovrà indossare vestiti al posto del costume adamitico che non ha mai cambiato nelle ultime tre decadi. Finché la sua fuga dalla realtà è rimasta un segreto è filato tutto liscio, ma da quando un uomo, qualche anno fa, ha scoperto la sua avventura, la sua sorte era segnata. Colpa della solerzia, che qualche volta potrebbe pure esser un po’ meno puntuale, se un funzionario, debitamente messo al corrente della sua situazione, ha preso in mano carta e penna e ha dato seguito all’espulsione. Perché era troppo vecchio, per salvaguardare la sua salute e la sua incolumità. Ironia della sorte, l’organismo dell’eremita era pronto a contrastare punture di insetti, veleni e ogni sorta di feroce agguato che la natura avesse deciso di tendergli, ma non il virus dell’influenza, che lo ha colpito appena messo piede a Ishigaki, e altre patologie della cosiddetta civiltà, che, da oggi in poi, probabilmente non gli daranno tregua. Al pari dei poeti forse anche lui, col passare dei lustri, aveva compreso il segreto di certi fiori, come le Farfalle del Madagascar, il cui profumo si sprigiona solo dalle undici a mezzogiorno, e imparato a scandire il tempo per albe e tramonti, a ignorare, del tutto, la tecnologia, a sfuggire all’inquinamento acustico del mondo e persino a quello di una sola voce. Il suo è un racconto, per voce sola, di una sinfonia irripetibile, che forse, qualche volta, gli sembrerà di sentire di nuovo, da lontano, nello scroscio di un rovescio di pioggia. Sono quasi sicura che, quando lo saprà, tremerà come una foglia di Restoration Island anche David Glasheem, ex miliardario che vive in totale solitudine di fronte alle coste del Queensland. Con un cane. Anche lui si avvia verso la terza età, e, credo, senza nessuna voglia d’esser destinato all’ospizio del mondo civile. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google