Open day per salvare Ostetricia ma una mail “rema contro”
Il reparto apre oggi ai cittadini per invogliare le nascite nella Bassa. Scoppia il caso Intanto Modena ignora ancora la salvaguardia dei posti letto previsti dal Pal
MIRANDOLA
L’open day sul percorso nascita a Mirandola in programma oggi al Santa Maria Bianca riacutizza la ferita sempre sanguinante su un futuro credibile per l’ospedale di Mirandola.
Anzitutto perché da giorni serpeggia una polemica tutta interna che rischia di compromettere ogni sforzo utile a far tornare a nascere i bambini a Mirandola, pena la soppressione di un reparto salvato di recente solo da una proroga che è stata collegata all’emergenza terremoto. La polemica che serpeggia riguarda un aspetto apparentemente positivo per Mirandola, ovvero che negli ultimi tempi si è registrato un minimo ma confortante aumento dei parti. Sembrava un primo passo verso il traguardo 500 parti annui, indispensabile per salvare il reparto. E invece è arrivata una direttiva (una mail?) sulle (presunte) criticità, che disporrebbe il trasferimento delle partorienti a Carpi (che invece ha fatto registrare un calo, da ultimo) al ricorrere di certe condizioni, ad esempio un precedente parto cesareo o un diabete. Decisione che si ammanta di una presunta sicurezza per le donne, ma che a Mirandola hanno preso come un maldestro tentativo di sistemare i numeri di Carpi, a discapito di Mirandola. Il fatto è che i due reparti (Carpi e Mirandola) sono diretti da un unico primario. E che questo “pettegolezzo” è ormai di dominio pubblico. Tanto che la politica mirandolese è già stata mobilitata. «Abbiamo chiesto chiarimenti e la destituzione del primario, se quanto accaduto sarà accertato, è ovvio che non avrebbe senso neanche continuare a dirigere Mirandola», taglia corto Nunzio Tinchelli, consigliere comunale.
La questione così mette il sale nella coda dell’evento previsto per oggi: un flash mob (che sarà a livello di tutti i reparti dell’Ausl e a livello nazionale per la Settimana dell’Allattamento Materno). Protagoniste le mamme con i loro piccoli, nei flash mob organizzati in tutti i distretti, per condividere l’importanza dell’allattamento al seno insieme alle ostetriche, che saranno presenti nelle sedi.
Il flash mob di Mirandola sarà accompagnato - spiega una nota dell’Ausl - da un Open Day sul Percorso nascita: porte aperte dunque dalle 9 alle 13 al Punto nascita, dove medici e ostetriche saranno a disposizione delle future mamme – e papà – e di tutte le mamme con i loro bimbi per presentare l’assistenza offerta sia prima che dopo il parto. Una struttura, inaugurata nel 2015, che ha visto importanti investimenti non solo sugli spazi ma anche sulle dotazioni tecnologiche».Per l’Ausl a Mirandola sono dunque confermati «la totalità dei criteri d’accesso previsti dalle indicazioni del Ministero e utilizzati fino ad oggi per l’accompagnamento delle donne con gravidanza fisiologica di tutto il distretto e dei territori limitrofi». Si vedrà.
Ma per Mirandola non è andata meglio ieri a Modena, nell’ambito della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena che si è riunita all’ospedale di Baggiovara. Negli interventi, nessun rilievo è stato dato al mantenimento dei posti letto previsti dal Pal del 2011 nella Bassa, mantenimento ribadito all’unanimità dal Consiglio dell’Unione Area Nord. E, ad oggi, ignorato a Modena.
Anzi, ieri c’era chi avrebbe voluto allontanare i cittadini mirandolesi che si erano recati a Modena proprio per verificare questo aspetto ed assistere alla conferenza. —
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