«Modena vive in una bolla. Non sfrutta le sue potenzialità»
Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi, e la sua esperienza modenese: «Serve uno sforzo culturale: andiamo oltre a tortellini, aceto, Pavarotti e motori»
MODENA. «Modena è una città piena di cose bellissime ed eccellenze, ma molto complicata e non è sempre semplice lavorare in certe condizioni».
Parole di Martina Bagnoli, direttrice delle autonome Gallerie Estensi di Modena, Ferrara e Sassuolo, che fa il punto sulla sua permanenza modenese, in occasione dell’annuncio di una serie di novità dei musei che sta guidando, tra le quali la trasferta per tre mesi a Ferrara di uno dei simboli della nostra città, la Bibbia d’Oro di Borso d’Este, capolavoro miniato della Biblioteca Estense.
«Sono sotto la Ghirlandina da quasi tre anni - esordisce - e credo occorra fare di più, ora che aumentano le visite sotto nella nostra città, per il binomio turismo e cultura. A me pare che tra offerta e consumo qui si viva un po’ in una bolla autoreferenziale, ed è un peccato viste le potenzialità. Manca forse una idea di città in ambito culturale».
Ad esempio, cosa si potrebbe fare?
«Occorre uno sforzo per vendere meglio l’offerta culturale della città andando oltre l’aceto balsamico, i tortellini, i motori e Pavarotti a settembre. Servono operazioni pubbliche di sistema che ancora non vedo perché a questo punto noto che i fornitori di offerta culturale e i fruitori praticamente coincidono. È un sistema circolare, per questo siamo un po’ in una bolla e non allarghiamo il nostro pubblico. La domanda culturale aumenta se aumenta via via l’offerta culturale».
Servirebbero nuovi luoghi espositivi?
«Non è che ce ne siano così tanti in città, ma soprattutto non c’è continuità di programma tanto che il pubblico non è abituato. Pensate a cosa accade, da questo punto di vista, in città come Forlì o Ferrara. Ora abbiamo conquistato la sala espositiva di Palazzo dei Musei, è importante».
A questo proposito quali sono le novità in arrivo per la Galleria Estense?
«Oltre al riallestimento di tre sale in questi anni abbiamo realizzato progetti relativi alle luci, alla sicurezza, alla climatizzazione. Abbiamo realizzato la sala espositiva al piano terra con tutti i crismi espositivi richiesti a livello nazionale e gestiamo in house e non in concessione il bookshop. Faremo un bando per vendere qui opere dei giovani artigiani».
Come ve l’esperimento di mostre temporanee in Galleria Estense?
«“Meravigliose Avventure. Racconti di viaggiatori del passato”, proseguirà fino al 6 gennaio a Palazzo dei Musei. Va detto che non presenta folle oceaniche, perché purtroppo il pubblico non è ancora abituato alla nuova sede espositiva dei musei. La mostra allestita in due sedi è costata in tutto appena 100mila euro e ora arriva la prima domenica del mese con accesso gratuito alla esposizione al piano terra, all’Estense e alla sala Campori della biblioteca Estense».
A proposito della Biblioteca Estense, a che punto è il percorso di fusione con la Galleria?
«Non è stato semplice fonderla con la Galleria, dopo storie amministrative molto differenti. Ricordo, però, che l’Estense è una biblioteca storica con un grandioso patrimonio artistico da valorizzare. Anche qui siamo intervenuti creando tre progetti di ricerca in collaborazione con Unimore e Fondazione Cassa di risparmio. Inoltre ho intenzione di allargare la sala delle riviste. Importante inoltre rendere disponibile, e non solo digitalizzare ma indicizzare, tutti i materiali. I nostri luoghi sono al servizio dell’utenza e solo così ci si fa conoscere nel mondo».
Tra le altre novità in arrivo la ristrutturazione della facciata sud e il giardino all’italiana di Palazzo ducale a Sassuolo, la “trasferta” ferrarese della Bibbia di Borso d’Este che dal 13 dicembre sarà al centro di una mostra a Ferrara.
E il futuro di Marina Bagnoli cosa prevede? resta a Modena?
«Ho ancora un altro anno di contratto e continuiamo a progettare: per febbraio abbiamo immaginato un nostro progetto che tiene insieme l’editore Formiggini e il contemporaneo». —
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