Gazzetta di Modena

Modena

operazione dei carabinieri 

Sgominata la banda dei colpi al Cafè Blanco e nelle tabaccherie

Stefano Totaro
Sgominata la banda dei colpi al Cafè Blanco e nelle tabaccherie

Sette rumeni avevano messo a segno almeno 11 furti Dalla spaccata a Portile a quelle a Campogalliano e Soliera

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Tra i tanti locali che ci sono a Modena difficilmente ci si può scordare del Cafè Blanco in via Vignolese: nell'ottobre di due anni fu al centro di una vera e propria persecuzione perché venne svaligiato in tutto sette volte, con colpi ripetuti a distanza di pochi giorni. Furti di tabacchi e di Gratta e vinci all'inizio poi solo danni, con il tombino utilizzato per spaccare la vetrata appena rimontata o una Bmw usata come ariete. La polizia, nel 2017, riuscì ad attestare un ladro, grazie a impronte e tracce di Dna. Ma ora grazie ad un'inchiesta che è durata molti mesi, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Sighicelli , i carabinieri di Modena hanno sgominato l’intera banda, arrestando l’altro giorno l’ultimo componente, un 25enne arrivato a Modena grazie all’estradizione dalla Romania. Si tratta in tutto, compreso quello preso dalla polizia, di 7 rumeni ai quali, oltre al furto aggravato, è contestata l'associazione a delinquere. Una organizzazione che si è resa responsabile, secondo le circostanziate accuse dei carabinieri, di almeno 11 colpi ai danni di bar e di tabaccheria nel Modenese e nel Bolognese e si presume possano averne compiuti altri 15. Oltre ad una spaccata al Blanco, quello del 6 ottobre, la banda è ritenuta responsabile, sempre nel periodo fine 2016 e primavera del 2017, del furto il 28 settembre alla tabaccheria 113 in via Divisione Acqui, del colpo alla tabaccheria Berlato in via Giardini il 7 ottobre e del furto ad una tabaccheria a Campogalliano il 9 gennaio. La notte del 13 gennaio colpo al bar tabaccheria di Portile. Dopo aver segato col flessibile la serranda, presero un tombino e spaccarono la vetrata. Per alimentare il flessibile si erano agganciati a un palo dell'illuminazione pubblica, aprendone la centralina e collegandosi direttamente ai fili. Gli altri colpi, ad un’altra tabaccheria di Campogalliano, poi a Castelvetro, a Soliera, due a Crespellano e uno a Medicina. La banda, persone dai 28 ai 44 anni, si spostava da Milano dove viveva in 2 appartamenti: nei colpi c’era un palo e una donna che si fermava in autostrada per riaccompagnare gli autori del colpo su auto pulita. Erano tutti sempre in contatto radio. Dalle intercettazioni, quando ci fu il blitz a Milano terminato con 4 arresti, uno della banda, saputo dell'intervento in diretta”, esclamò “Che Dio ce la mandi buona”. —



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